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Amleto, teschio alla mano, postura sicura, voce che esce reclamando attenzione, sta per dire la sua. Sta per pronunciare, ancora una volta su quel palcoscenico, l’enigma che lo ha reso famoso:

Essere o non essere? Questo è il problema!

Questa volta, nel tono di voce, c’è una lieve soddisfazione che solo lui sente, anzi, lei, ché il personaggio è maschile, ma lo fanno interpretare a lei, perché è brava.

Le diranno, alla fine dello spettacolo, che è andata molto bene. Il registra dirà che c’era una nota strana nella sua voce durante la scena dell’enigma. Lei, Amleto, fingerà indifferenza, conscia, come mai prima, di quella nota strana, nuova, nel suono della sua voce.

L’enigma di Amleto – Antefatto

Un giovedì mattina Amleto – lei il suo nome vero lo tiene qui riservato – aveva suonato il campanello, primo piano. Corso Rosmini, 92, cercato su Google tre volte, per sicurezza. Era arrivata con mezz’ora di anticipo e aveva bevuto un tè al Bar del Corso, curiosando sul cellulare.

Poi si era avviata al portoncino, scorso rapidamente i campanelli e suonato: Studio di Psicologia Fontanella F. Dove F puntato stava per Francesca, lo aveva visto online. Psicologia creativa e poi qualcosa sulla psicologia narrativa… per la prima volta non si era informata bene perché aveva scelto di pancia. Un colpo di telefono, due minuti dopo aveva un appuntamento concordato e la sensazione di aver fatto una scelta importante.

E ora eccola qui, a suonare il campanello. Il portone si apre, è arrivato il momento.

L’enigma di Amleto – L’incontro

Com’è piccino e confortevole, mi piace… Amleto guarda lo studio in cui è accolta e pensa a voce alta.  Riceve un sorriso: “Piace anche a me!”, risponde la dottoressa che la sta trattando come fosse normale… Nessuno la tratta mai come fosse normale per via della testa pelata. Pelata pelatissima: è alopecia, signora, i capelli non ricresceranno.

Google – sì, Amleto ama le ricerche su Google – diceva che i capelli potevano ricrescere con certe pomate, lozioni, curando lo stress. E quindi eccola dalla psicologa, per lo stress.

Sono qui perché sono troppo sensibile, mi stresso e per questo ho perso i capelli, almeno così mi dicono.

Amleto non è una tipa da giri di parole.

La dottoressa la guarda con aria interessata, ma non si interessa della pelata – che tipo strambo, lo fanno tutti! -. Ok e, senti, da quanto tempo la sensibilità fa parte della tua vita, Amleto?

Che strana domanda, pensa Amleto. Sono sensibile, quindi immagino di esserlo da sempre.

L’enigma di Amleto – Le riflessioni

Mmm… la dottoressa non dice nulla e il suo silenzio mi permette di pensare. A pensarci, la sensibilità è entrata a far parte della mia vita quel giorno al parco. Ma quindi, prima, non ero sensibile? Riflette da sola. Amleto è così. Offre lunghi silenzi in cui macina pensieri, dimentica di dove si trova.

Amleto, vuoi condividere con me i tuoi pensieri? Oh, sì, certo che sì. Sono solita far da me, ma sono venuta apposta per parlarne.

E allora Amleto parla, parla a lungo, raccontando la sua storia, la storia della sensibilità e del modo in cui la sensibilità le fa compagnia nella vita, qualche volta aiutandola, qualche volta mettendole i bastoni tra le ruote.

Amleto, una curiosità, pour parler, sai, gli psicologi fanno domande strane: ti è mai capitato un episodio in cui, della sensibilità, te ne sei fregata?

Sorride, Amleto, perché lo ha fatto, sì.

L’enigma di Amleto – La scoperta

Vedi Amleto, trovo utile una prospettiva che vorrei condividere con te. Da piccina mi dicevano che ero una bambina solare. Conservo ancora questa caratteristica eppure, nella mia vita, ho avuto e ho momenti di ombra e cupezza. Ci sta, è parte del gioco. Tuttavia, mi capitava che chi era solito considerarmi solare, faticasse ad accettare anche le mie parti di ombra.

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La ragione è che se io sono una persona solare, non posso per logica essere contemporaneamente il suo contrario, non è vero? No, non è vero. L’esperienza ci mostra, invece, che le persone sono ricche di sfaccettature e di contrasti.

Per raccapezzarci, possiamo riflettere in questo modo: non sono, vivo. Non sono solare, ma vivo frequentemente con solarità. E, qualche volta, posso pure scegliere di metterla da parte. Così vale per la solarità, così vale, anche, per la sensibilità.

Non sono sensibile, vivo con sensibilità. E posso scegliere di metterla da parte.

Ripete un po’ tra sé e un po’ a voce alta Amleto.

L’enigma di Amleto – Epilogo

Amleto fa, nel tempo libero, l’attrice di teatro. Recentemente sta lavorando con la sua compagnia sulle opere di Shakespeare. Da quel giovedì, c’è una battuta del copione che ha un sapore nuovo:

Essere o non essere? Questo è il problema!

Macché, pensa Amleto recitando e colorando con toni nuovi la battuta – sfumature che il regista noterà -. Questo non è affatto il problema.

Il punto è che io non sono, io vivo. Enigma risolto.

Grazie a Amleto, per la disponibilità a condividere la sua storia e a farmela raccontare così, con un registro stilistico poco psico e tanto narrativo.

Nota: Amleto ha ancora una testa lucida e curata, i capelli non ricrescono, come hanno anticipato i medici un anno fa. Ama la sua testa che racconta al mondo la sensibilità. Ama la sua sensibilità e, ancora più, i picchi sporadici di irriverente “insensibilità”.

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