“Ho un segno sulla pelle!”dice Carlotta, nome di fantasia. “Mi sono fatta male un giorno, mentre per la rabbia gesticolavo e ho sbattuto contro il vaso…sai cosa mi ricorda? Che la rabbia fa male a me.” Cambiare le emozioni che le fanno male è diventato, per Carlotta, il filo conduttore del suo percorso psicologico.

Come la storia del mattone…

Come nella storia del mattone , alcune emozioni che si provano hanno l’effetto di ritorcersi contro. Nel caso di Carlotta, la rabbia le ha procurato una ferita del corpo e, anche, una ferita psicologica. Carlotta ricorda che i comportamenti agiti quel giorno, le parole dette, le erano risuonate nelle orecchie per giorni e che si era biasimata, criticata, rimproverata. Inoltre, come a volte succede, il comportamento che aveva assunto quel giorno aveva avuto ripercussioni sulle sue relazioni, come se lei, che con la rabbia voleva protestare per un torto subito, si fosse trovata infine a essere dalla parte del torto.

Quali sono le emozioni che ti fanno male?

La storia di Carlotta fa riflettere su un punto delicato: sono le emozioni o i comportamenti a fare male? I comportamenti. Qualche volta. Qualche altra i comportamenti paiono invece fare bene ed essere dei sedativi emotivi. Paiono.

A fare male sono l’insieme di vissuti e comportamenti che protraggono la durata emotiva con rimuginii; fanno male le emozioni parassite cioè quelle che sostituiscono un’altra emozione che non ti autorizzi a provare; ti fanno male le reazioni o i comportamenti che non ti piacciono e che non senti in linea con te stesso/a e i tuoi valori.

In che modo ti fanno male?

I danni possono essere di tipo fisico, come è successo a Carlotta, ma sono soprattutto di tipo psicologico. I rimuginii causano usura psicologica perché incastrano nello stesso circolo di pensieri più e più volte; le emozioni parassite ti impediscono di entrare in contatto con l’emozione che, davvero, stai provando e ti portano ad agire in modo incoerente a ciò che desideri; quando un tuo comportamento non ti è piaciuto, puoi mettere in discussione chi sei. Qualcuno reagisce all’emozione dolorosa protestando in modo controproducente: mette in atto comportamenti lesivi verso di di sé, come – ad esempio – tagliarsi, assumere farmaci e sostanze senza alcuna misura medica, fare sesso occasionale senza proteggersi…

Come cambiare le emozioni perché ti facciano bene

Qualche anno fa – se hai figli in preadolescenza o adolescenza potresti ricordarlo bene – allo Zecchino d’Oro ha partecipato una canzone che racchiude tutto ciò che serve per maneggiare le emozioni con cura.

La ho usata spesso nei laboratori sulle emozioni e un mesetto fa mi ha sorpresa una docente, durante una formazione, perché la ha proposta con lo stesso entusiasmo con cui ero solita proporla io, invitando a usare questa canzone per cambiare le emozioni che fanno male. Quindi, mi è tornato l’entusiasmo ed ecco qui il ritornello magico di questa canzone:

Prendi un’emozione, chiamala per nome,
Trova il suo colore e che suono fa.
Prendila per mano, seguila pian piano
Senti come nasce, guarda dove va.
Prendi un’emozione e non mandarla via.

da Prendi un’emozione – 58° Zecchino d’Oro

Come cambiare le emozioni, verso per verso

  • Prendi un’emozione, chiamala per nome: dare un nome all’emozione è importante. Si tratta di rabbia oppure è paura? Questa gioia è gioia o euforia? Forse questa è tristezza? O un’emozione di impotenza?
  • Trova il suo colore e che suono fa: rappresentare simbolicamente l’emozione che provi ti aiuta ad avere un “oggetto” con cui relazionarti. Una palla rosso fuoco, un suono acuto, una scimmia scalciante, un buco nero e profondo… infinite sono le possibilità con cui potresti descrivere l’emozione. Puoi scegliere il disegno o la fotografia, la musica, la scrittura e, sempre, l’immaginazione. Puoi ascoltare dove si manifesta nel corpo e che tipo di comportamenti ti fa agire.
  • Prendila per mano, seguila pian piano, senti come nasce, guarda dove va: osserva l’emozione, le sue manifestazioni; riconosci che messaggio ti sta comunicando e quale bisogno ti chiede di soddisfare. Seguire l’emozione significa lasciar defluire il suo picco e notare in cosa si trasforma.
  • Prendi un’emozione e non mandarla via: le emozioni non vanno mandate via! Le emozioni vanno rispettate, seguite, ascoltate.

Se maneggerai così le emozioni, hai il risultato assicurato: saranno emozioni che non ti fanno male e, al contrario, ne trarrai i benefici naturalmente intrinseci.

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