Saranno passati 4 anni, ormai. Ho partecipato a un corso di formazione piuttosto impegnativo dal punto di vista emotivo, che mi ha insegnato come si rimarginano le ferite psicologiche. Eccone una condivisione spicciola, che, mi premuro di ricordare, non sostituisce in alcun modo una consulenza psicologica.

Gerarchia emotiva

I metodo fa riferimento alla Teoria Polivagale di Porges. So che se desideri rimarginare una ferita psicologica te ne infischi delle teorie e vuoi la pratica, ma mi è parso doveroso darti un riferimento. Ora, secondo questa teoria assai complessa, il modo in cui le emozioni vengono elaborate segue una gerarchia. In pole position troviamo le emozioni di sorpresa, sconcerto e shock.

In effetti, quando si vive un’esperienza emotivamente impattante, puoi notare che la prima emozione che si identifica è una sorta di blocco, di qualche millisecondo. Questo blocco, che ha lo scopo evolutivo di evitare il contatto con “quella cosa assurda che sta accadendo”, dura pochissimo e poi si trasforma in un’altra emozione. Ad esempio paura, rabbia, ansia, gioia…

La traccia emotiva

La ferita psicologica contiene la traccia di tutte le emozioni elaborate durante l’evento traumatico o, comunque, durante l’evento che ha causato la ferita. Quindi, quando si desidera rimarginare la ferita, è molto utile avere chiaro che le emozioni finali riportate – spesso la tristezza, il senso di impotenza oppure ansia e paura o angoscia e senso di colpa – non sono le uniche da considerare.

Un esempio di ferite psicologiche

Si immagini una persona che ha fatto un incidente d’auto causato da una manovra azzardata, causando dei danni alla macchina di un amico che gliela aveva prestata e all’amico stesso, passeggero, che per qualche settimana ha portato il collare.

Questa persona potrebbe rivolgersi a uno psicologo perché prova senso di colpa per l’incidente causato e non riesce a rimettersi alla guida per il timore di ripetere l’esperienza. La ferita psicologica può essere rimarginata – secondo questo metodo – partendo dall’emozione di sconcerto che ha anticipato la paura di stare andando fuori strada. Le emozioni seguenti potrebbero essere di ansia rispetto all’incolumità dell’amico, rabbia verso di sé, vissuti di colpa e, ancora, un mix di ansia e emozioni di impotenza immaginandosi di tornare alla guida. Considera che, in tutto questo, ci sarà anche il sollievo nel sentirsi vivi e vedere vivo l’amico.

La ferita psicologica è composta da tutto questo e qualcosa in più, se consideriamo, al di là dell’episodio specifico, i vissuti della persona legati alla sua storia.

Come si rimarginano le ferite psicologiche?

La psicologia offre tanti modi diversi per rimarginare la ferita, tra cui l’esplorazione dei vissuti resta, a mio avviso, la più solida o una delle più solide. Sono utilizzati anche metodi che sfruttano i movimenti oculari anche se non sono sempre attuabili. Allo stesso modo, anche l’ipnosi clinica può avere ottime applicazioni. Secondo il metodo che sfrutta la gerarchia emotiva, ogni livello emotivo va elaborato integrando pensiero e sensazione fisica.

A partire dalle emozioni di sconcerto, shock, rabbia, attraverso una procedura standard, ripetitiva, ci si prende cura della ferita psicologica.

Un esercizio easy che puoi provare per iniziare

La prossima volta che provi un’emozione che vorresti alleggerire, prova questo esercizio.

  • Dai un nome a ciò che provi, oppure ascolta dove si manifesta nel tuo corpo e scegline il livello di intensità, da 1 a 10.
  • Dì a voce alta – suggerito – o tra te, ciò che stai provando. Ad esempio: provo rabbia, provo ansia, sento un peso allo stomaco, mi premono le tempie…
  • Guardati le mani e muovile un poco…
  • Ripeti…
  • Cosa succede? L’emozione cambia? Si trasforma in un’altra? Diminuisce di intensità?

Questo esercizio è un assaggio piccino picciò che non può, lo sai già, darti sollievo in caso di ferite psicologiche. Per quelle, consulta uno psicologo e concediti il suo aiuto.

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