Insomma ti faccio uscire un articolo su Halloween a Halloween? Sì, ma per parlare di Identità personale e di sfaccettature di personalità. In soldoni, Halloween apre lo spazio per una riflessione psico.

Un post dello scorso anno, per iniziare…

Lo scorso anno, in questo periodo, ho pubblicato sulla mia pagina Facebook questo post:

Ci tenevo a fare onore alle narrazioni sulle zucche che, sotto Halloween, paiono avere la sola identità di lanterna di Jack O’Lantern. Invece, anche ai meno appassionati di zucche, sarà nota almeno un’altra zucca speciale: la carrozza di Cenerentola.

Dove voglio andare a parare?

Di questo incipit conta la questione delle narrazioni, in particolare le narrazioni alternative. In Terapia Narrativa si chiamano narrazioni alternative i modi i cui una persona si racconta, uscendo dalla narrazione unica. Ognuno tende a rappresentare se stesso in un certo modo e a raccontarsi di conseguenza: questa è la narrazione unica. Talora questa narrazione è striminzita e senza sfaccettature e, in tal caso, è necessario riconoscere le narrazioni alternative.

Identità e narrazione unica

Raccontarsi secondo una sola narrazione porta con sé un effetto collaterale che descrivo attraverso un esempio. Se io mi raccontassi come una persona solare cosa succederebbe? Probabilmente mi riconoscerei e avrei diverse esperienze e fatti da portare a sostegno di questa narrazione. Magari anche le persone che mi conoscono potrebbero confermare. Accadrebbe anche, però, che se in un dato momento fossi più cupa, ombrosa mi troverei incongruente con me stessa. È possibile anche che in questi momenti di maggior ombrosità, io mi senta in colpa e, forse persa.

Identità e narrazioni alternative

Il punto è che difficilmente una persona è sempre in un certo modo! Di conseguenza, diventa utile riconoscere di avere caratteristiche sfaccettate, qualche volta anche in contrasto tra loro. Posso avere un atteggiamento solare nei confronti dei fatti di vita, ma vivere momenti di malinconia, giusto? Ecco, questa è una narrazione alternativa: la disponibilità a riconoscersi in rappresentazioni di sé diverse (coerenti con i propri valori).

Le narrazioni alternative e la libertà

Come una zucca può essere lanterna o carrozza, tu puoi assumere caratteristiche diverse ed essere uno, nessuno, centomila. Questo ti concede un certo grado di libertà personale, professionale, nei comportamenti e, soprattutto, d’identità individuale e di gruppo.

Puoi vivere con solarità e provare malinconia, puoi agire con responsabilità e fare una scelta folle, puoi essere donna e non volere figli, puoi essere un uomo e amare il rosa, essere omosessuale e monogamo, ad esempio. Noti la portata delle narrazioni alternative? Possono essere usate anche per decostruire narrazioni sociali poco utili come maschio=azzurro, omossessuale=promiscuità sessuale, donna=madre.

La complessità è un complimento!

Avere un’identità complessa, secondo questo tipo di lettura, è un complimento perché significa avere un’identità costruita su narrazioni alternative che permettono di integrare aspetti diversi di sé in un continuum coerente, ricco e appagante.

L’identità complessa è in evoluzione, cresce attraverso le esperienze e mantiene equilibrio con se stessa e solidità senza essere rigida.

E Halloween che c’entra con l’identità?

Mah, in parte non c’entra affatto…

Tuttavia, Halloween ha costruito negli ultimi anni una narrazione unica rispetto alla zucca e al suo significato sociale e, pur accogliendo la sua tradizione, suggerisco di fare onore anche alle tradizioni meno famose o meno accattivanti per permettere anche alla zucca di… avere un’identità complessa!

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