Forse avevo 8 anni o poco più e non sono nemmeno certa che fosse tempo di castagne. Per lo meno, non ricordo di averne avuto tra le mani un cartoccio. Ricordo, invece, tra le mani il calore di un libro nuovo…

Il cugino Paolo di Roma

Un tipo strano, agli occhi di bambina, goloso e dotto in egual misura. Il cugino Paolo è un uomo misterioso che viene dalla città grande e è solito raggiungere, durante l’estate, i parenti che vivono in montagna. Sale sui monti per trovare la zia Nella, lo zio Nino e i suoi cugini. Tra essi, mia mamma. Il cugino Paolo è per me un cugino di secondo grado – anche se per età somiglia a uno zio – e un giorno mi fece un regalo prezioso.

Una fiera del libro

La memoria si inceppa e, sebbene io abbia l’immagine della saletta in cui trovai il libro, non saprei dire di quale festa o fiera si trattasse. In Agordo, questo lo ricordo. I fatti si svolsero rapidamente: vedo il libro, lo apro, lo trovo nuovo nello stile, mi brillano gli occhi. Mentre esco dalla saletta, il cugino Paolo, attento osservatore, compra per me il libro e me lo porge all’uscita della fiera. Lo ricordo caldo e, in effetti, fu un libro per me illuminante, riscaldante, confortante e potente come il sole. Un libro di favole, ma favole strane, ecco.

Un inusuale cartoccio

Tra le favole contenute nel libro che, per chi mi segue, ho già nominato qua e là (per esempio nell’articolo Alleggerire i pensieri stirando i punti di domanda) c’è quella del Signor Leonardo che un mattino, mentre attende ombroso l’autobus per andare al lavoro, si vede sbucare davanti una bicicletta con il carrettino, una di quelle che usano i venditori di caldarroste. Di caldarroste, tuttavia, nemmeno l’ombra perché il ragazzo del carrettino, bè, vendeva sorrisi. Sì, hai capito bene, sorrisi! In cartoccio.

Il Signor Leonardo compra un cartoccio di sorrisi e…

La giornata del Signor Leonardo è un susseguirsi di sorprese perché quei sorrisi al cartoccio sanno sgattaiolare fuori dalla tasca del cappotto sempre al momento giusto e gli permettono di godere della bella giornata con una passeggiata, di ricordare che quel giorno è il suo compleanno e comprare qualche stuzzichino per i colleghi…Anche in famiglia il Signor Leonardo vive una giornata magica, radiosa, grazie ai sorrisi che saltano fuori al bisogno.

Un altro cartoccio, grazie!

Il giorno seguente il Signor Leonardo compra un altro cartoccio di sorrisi. Ne ha scoperto il calore, il modo in cui essi profumano le sue giornate e migliorano la sua vita e ha scoperto che non può farne a meno.

Tenere in tasca un cartoccio di sorrisi

Sai cosa pensai allora, leggendo questa favola? Che valesse la pena comprarne almeno uno, di questi cartocci, e tenerlo in tasca, tutti i giorni.

Mi era chiaro che il sorriso non bastasse per risolvere i problemi, ma che poteva ammorbidire il modo in cui stavo con me stessa e con gli altri. Ancora oggi penso che il sorriso è un modo per usare gentilezza, anche verso se stessi. Fatti un sorriso, te lo meriti! 🙂

… e anche se ne resta solo uno piccolo piccolo, in fondo al cartoccio, non buttarlo via! Hai un grande tesoro.

Vuoi leggere la storia del Signor Leonardo? La trovi in questo libro!

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