Ecco la terza puntata dell’intensa intervista che Chiara Pedroni – campionessa italiana di danza paralimpica – ha regalato a te, a me e alla collega dott.ssa Simona Muzzetta. Hai letto la prima puntata su questo blog, la seconda sul blog della dott.ssa Muzzetta e oggi si ritorna qui, con la terza puntata. Chiara ci ha raccontato della malattia che ha invaso la sua vita, del dolore fisico, della sofferenza psichica, delle emozioni di rabbia e paura, di tutte le faticose visite mediche, gli interventi e le cure… Chiara soffre di endometriosi e questa subdola patologia le ha portato via l’uso delle gambe. Oggi l’intervista tocca un punto importante ossia…

Femminilità e sessualità

Chiara, l’endometriosi ha influenzato la tua femminilità e la sessualità?

Molto. Innanzitutto niente tacchi! Ahahaha, no per me non è una perdita cosi tanto insostenibile! Ci sono, però, occasioni in cui davvero, anche se non sono un’ amante sfegatata, mi piacerebbe poterli mettere ancora. L’endometriosi mi ha influenzata nella femminilità e nella sessualità, sì! Però minata no.

Credo che se avessi avuto il supporto di un uomo davvero innamorato di me, i miei picchi verso terra di autostima, il mio sentirmi tutto fuorché appetibile e sessualmente desiderabile, il mio vedermi brutta, ora troppo magra, ora troppo grassa, non piacermi ed esser convinta di non piacere si sarebbero potuti risolvere in un: “Sei bellissima amore mio, ti amo”. Minata no, però messa a dura prova si. Credo che la femminilità trovi mille modi per esprimersi, che possa stare in un battito di ciglia come nel modo di ancheggiare i fianchi camminando, nello spostarsi i capelli dietro un orecchio come nell’accavallare le gambe nel sedersi al bancone di un bar. Èoggettivo però che avere la massima libertà di adoperare tutto il proprio corpo, sia un vantaggio. E questo vale sia fuori che dentro a un letto.

Maternità e endometriosi

Rispetto alla femminilità, c’è tutta la delicatissima questione riguardante la possibilità di essere sterili, aspetto spesso piuttosto difficile da accettare. Quando, post-operata, ti dicono che quello è il momento migliore per cercare una gravidanza e tu sei single, un po’ il mondo te lo senti crollare addosso! È vero, ci sono le adozioni, è vero che ho ancora qualche annetto buono prima che il mio orologio biologico inizi a fare tic tac… Il fatto è che scegliere liberamente di fare o non fare un figlio è una cosa, tutt’altra cosa è se te lo impedisce una malattia! Tra l’altro, una malattia che ancora non si sa da cosa sia provocata né, tanto meno, come si possa curarla.

Mi sono sposata a 23 anni vergine, i dolori per riuscire ad avere dei rapporti sono uno fra i campanelli d’allarme e invece me ne dissero d’ogni, tra cui che avessi l’utero retroverso. Che non ho.  Ripensai agli anni di matrimonio, al mio iniziale desiderio di maternità che  poi svanì nel nulla per tornare prima dell’epilogo del nostro rapporto. Sensi di colpa, depressione, abbassamento di autostima…

Sessualità e endometriosi

Cosa puoi dire della relazione tra endometriosi e sessualità? È possibile provare piacere sessuale?

Io farei l’ amore tutti i giorni. Gli orgasmi andrebbero messi nei farmaci salvavita (l’avevo letto da qualche parte e mi trovai d’accordo). Il problema è che chi ti sta a fianco e ti vede soffrire magari si fa riguardo… Ma se ne può parlare e magari riuscire a superare questo ostacolo. Il problema più grande è per chi un partner fisso non ce l’ha e magari non ha neppure intenzione di sistemarsi. Metti una sera che incontri una persona che ti piace e vorresti averla, anche solo per un’unica volta. Cosa fai, le racconti tutto rischiando il crollo della libido? O è meglio non dir nulla e, magari, doversi fermare sul più bello perché non sei più in grado di sopportare il dolore?

Come lenire il dolore

Il tema del dolore è un tema scottante per chi soffre di endometriosi… Cosa ti ha aiutata in questi anni?

Io credo che tutte le attività in cui possiamo esprimerci liberamente possano aiutarci a lenire il dolore: la danza, il canto, la pittura, suonare uno strumento, leggere, cucire, fare giardinaggio, decoupage, cucinare, praticare uno sport, passare l’ aspirapolvere. Quando ci ritagliamo del tempo e lo dedichiamo a noi, quello è il momento migliore per ascoltarsi, capirsi, amarsi.

Che suggerimenti delicati e pieni di amore verso di sé… Ne hai altri, per aiutare le donne che, a causa dell’endometriosi, provano dolore quotidianamente?

Non mi sento di dare indicazioni farmacologiche perché ognuna di noi ha la propria storia clinica, il mio corpo può rispondere a un farmaco in maniera differente rispetto a un’altra donna per svariate ragioni. Ognuna, a tentativi, deve trovare il proprio cocktail per riuscire a stare bene.

Ho provato dei massaggi osteopatici per il trattamento del pavimento pelvico, che suggerisco. Ahimè, nel mio caso sarebbero efficaci se ne facessi due a settimana e non me lo posso permettere. Ho tratto beneficio da trattamenti energetici e sedute meditative. Credo che alla base di questo ci sia la necessità di trovare un proprio equilibrio interiore, una propria tranquillità mentale, una stabilità di cui si ha estremo bisogno quando la malattia va affrontata quotidianamente a denti stretti. Più si è sereni e meglio si sta e questo vale per tutti. Posso dire che io col tempo, per sopperire al dolore, a tutte le problematiche correlate alla malattia e alle conseguenti limitazioni, ho iniziato anche ad adoperare ausili come le stampelle, uno o due a seconda della necessità, come il carrellino/girello dal quale sono poi passata alla carrozzina. Non è stata una passeggiata ve l’assicuro e non lo è tutt’ora.

Eppure, con l’aiuto della carrozzina…

Eppure, con la carrozzina ho fatto il corso base e sono diventata clown di corsia, riesco ad andare a fare servizio in corsia, esco più spesso, ogni tanto vado a mangiare fuori…Quest’estate sono stata a qualche concerto, a un paio di matrimoni, al Pride di Milano. Sto persino imparando a giocare a tennis. Ho fatto trasferta al mare e in montagna, di pochi giorni ma meglio che niente. Con la carrozzina elettrica vado a fare la spesa, porto Mina al parchetto per cani vicino casa, faccio qualche commissione nei paraggi e vado a teatro – faccio teatro integrato -. Due cose mi mancavano: correre e danzare. Alla mancanza della danza ho sopperito e ho addirittura conquistato il titolo di Campionessa Italiana di danza in carrozzina della mia categoria.

Io e Mina – Immagine protetta da Copyright

Ce lo dicevi, Chiara, che c’era l’altra faccia della medaglia! Eppure ancora non siamo entrate nel dettaglio di questo cambiamento di prospettiva…

Lo faremo la prossima puntata! Stay tuned! 😉

La quarta puntata

La quarta puntata ci porta verso la fine di questa intensa intervista, organizzata in cinque puntate. Avranno ampio spazio gli aiuti, gli appoggi, le risorse esterne e interne che Chiara ha saputo cogliere e utilizzare per cambiare prospettiva e far…ballare la sua vita!

Potrai leggere la quarta puntata sul blog della dott.ssa Simona Muzzetta e, se temi di perderti una puntata, puoi seguirmi su Facebook: ti terrò aggiornata/o!

Si ricorda che tutte le immagine utilizzate per l’intervista di Chiara Pedroni sono protette da Copyright.

Se ti è piaciuto, condividilo:
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

    1 commento

Lascia un commento