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Inizio a scrivere e le mie labbra si atteggiano in un sorriso divertito. Fonte del divertimento è il titolo dell’articolo che associa la sindrome del colon irritabile all’ uvetta . Hai pensato a un nuovo trend alimentare, vero?

E invece non è così! 😉

Qui e ora

Riconosco che il mantra “qui e ora” è talmente abusato da risultare irritante, eppure non ho trovato un modo migliore per descrivere lo stare nel presente.

Stare nel presente significa usare i propri sensi per vivere il momento, percependo i suoni della strada e della stanza accanto, gli odori degli oggetti vicini, il picchiettio tattile del dito sulla tastiera virtuale del mio tablet; sentire di avere sete e allungare la mano per prendere la bottiglia godendo del giallo sole delle poltroncine dello studio.

Eraclito e Alice

Forse ricorderai Eraclito, il filosofo greco che notò che un fiume non è  lo stesso perché l’acqua che lo compone non è mai la stessa.

Forse ricorderai anche la risposta di Alice nel Paese delle Meraviglie al Bruco che le chiede di presentarsi:

Davvero non te lo saprei dire ora. So dirti chi fossi, quando mi son levata questa mattina, ma d’allora credo di essere stata cambiata parecchie volte.

Eraclito e Alice ci insegnano che il tempo è in fluire costante e che ogni attimo è diverso da quello precedente. Stare nel presente significa concedersi di  vivere il flusso senza ancoraggi a fatti passati e viaggi nel futuro nel tentativo di controllarlo.

Adesso arriva l’uvetta

Ecco che entra in scena l’uvetta, attraverso un esercizio che arriva da un tipo di meditazione che è chiamata mindfulness. Ne avrai già sentito parlare, perché va di moda; comunque sia, si tratta di una declinazione occidentale di meditazioni orientali e il suo obiettivo è permettere la connessione con se stessi nel momento presente.

L’esercizio consiste nel mangiare un acino d’uvetta vivendolo con tutti i sensi. Nel protocollo, si prevede di osservare l’acino nella sua forma, i colori, le rughette…di farlo scricchiolare tra le dita per sentirne il suono, di annusarlo prima di portarlo alla bocca e appoggiarlo alle labbra percependo il proprio corpo prepararsi a mangiarlo. Una volta in bocca l’acino inizia a sprigionare i suoi sapori e a essere conosciuto attraverso il tatto della mucosa interna della bocca e attraverso la lingua. Al momento della deglutizione l’acino può essere seguito lungo l’esofago e percepito in un modo ancora nuovo.

L’esercizio dell’uvetta è:

  • Restare concentrati sul presente
  • Restare in connessione con i propri sensi
  • Rallentare

E cosa c’entra con il colon irritabile?

Eccomi alla connessione con il colon irritabile. Ebbene, pare che uno dei fattori di rischio e di mantenimento  di questa sindrome dolorosa e fastidiosa sia lo stress. Meglio, il distress ossia lo stress “cattivo”. Quando le pressioni sono intense o frequenti, la normale risposta di attivazione psico-fisiologica si altera in modo compromettente la salute psicologica e organica.

Una causa di stress è il ritmo quotidiano a cui l’essere umano si sottomette, ponendosi obblighi, tempi, scadenze strette, esigendo perfezione e rincorrendo risultati. Questo tipo di stress è frequente nella quotidianità e può raggiungere picchi intensi. È possibile che tu stia pensando che nessuno dei tuoi impegni quotidiani può essere tolto o vissuto a rallentatore e voglio crederti.

Quindi puoi fare una cosa:

rallentare, qualora possibile, piccoli movimenti, solo ogni tanto, a-d-e-s-s-o p-e-r e-s-e-m-p-i-o. Poi puoi riprendere normalmente eanchepiùvelocesepropriovuoi, ma un attimo, uno solo, per più volte al giorno, v-i-v-i-l-o al rallentatore.

Vuoi qualche esempio per iniziare a rallentare?

  • Fai l’esercizio dell’uvetta a metà mattina e metà pomeriggio, con lo snack che vuoi tu (l’uvetta non è la sola!)
  • Chiudi una porta lentamente senza fare rumore
  • Leggi un post pronunciando le parole a voce alta e snocciolando per bene le parole
  • Fai tre respiri lenti
  • Fai l’esercizio del the
  • Appoggia i palmi delle mani aperte sulla scrivania e guardale
  • Mescola il cucchiaino con la mano opposta al solito, lentamente per non rovesciare tutto

Lo scopo è usare il rallentamento per ridurre il distress e, se soffri di colon irritabile, contribuire a ridurne gli effetti negativi nelle tue giornate.

Buon rallentamento! 🙂

 

 

 

 

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