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Ti è mai capitato di avere un comportamento, fare azioni o mantenere abitudini che “razionalmente” ti sembrano insensate eppure continui a ripeterle?

Se sì, questo articolo fa per te.

Quali sono i “comportamenti insensati”

Mi riferisco a comportamenti insensati per te, ossia comportamenti che non vorresti agire, ma agisci. In questo senso, qualunque comportamento chenoncapisciperchélofai può essere insensato.

Esempi tipo: fumare anche se sai che ti fa male,  mangiare qualcosa che non potresti mangiare per questioni di salute, continuare a frequentare la tale persona anche se ti tratta male… Potresti anche avere l’abitudine di mettere tutte le cose al loro posto in un ordine prestabilito e esserti un po’ scocciato/a di questo automatismo. Tuttavia, niente da fare, continui a ripetere la stessa azione.

Spiegazioni logiche e razionali

Di solito le persone iniziano a riflettere sui loro comportamenti e trovano spiegazioni logiche alle loro azioni. Per esempio, potrebbero pensare che mettono in ordine perché hanno bisogno di controllo, fumano per scaricare le tensioni, mangiano quello che vogliono per preservare la propria libertà,  frequentano la tale persona perché non hanno altre compagnie…

A questo punto, un passaggio utile consiste nell’esplorare questi bisogni soddisfatti dal comportamento insensato.

Eppure, capita un fenomeno curioso: quella spiegazione, esplorata, decostruita, vissuta attraverso l’azione terapeutica, non convince del tutto. Resta un pezzetto di motivazioni che non si capisce e che le persone portano ai colloqui come un’incognita disturbante.

Sulla punta della lingua

Accade un fenomeno simile a quando si ha una parola sulla punta della lingua  oppure a quando si ha la sensazione di aver dimenticato qualcosa e non si sa cosa.

In questi casi si è soliti usare due strategie per recuperare il dato mancante:

  • Chiedere ad altri (la parola dimenticata oppure un suggerimento su cosa si potrebbe aver dimenticato)
  • Cercare informazioni aggiuntive e rimuginare

Qualche volta queste due strategie sono utili. Quando non lo sono, conviene provare a…

… Fare questo esercizio!

Immagina di… essere un bambino piccolo. Piccolo quanto? Abbastanza grande da poter parlare, secondo questo esercizio. Anche se, come saprai, per comunicare non servono le parole.

Ora concentrati sul tuo comportamento insensato e osservalo. Puoi osservare i gesti, ipotizzare espressioni del volto, notare la caratteristiche del tuo comportamento e delle sue componenti. Riferendoci al comportamento del fumo, puoi  pensare allo sbuffo di fumo e quindi alla sigaretta, al posto in cui solitamente fumi, ai tuoi gesti o alle tue espressioni facciali…

Osserva il comportamento con gli occhi del bambino e lascia che la sua attenzione vada dove desidera.

Chiedi al bambino: perché fumo?

[Perché mangio quella cosa? Perché frequento la tal persona? Perché metto tutto in ordine preciso?]

Attendi la risposta: nessuno meglio del bambino sa dare risposte “non razionali”.

Ora che hai fatto l’esercizio, avrai con te una risposta bambina – forse buffa e inaspettata – che valorizzerà aspetti sensoriali e emotivi del tuo comportamento. Combinali e integrali con la risposta “razionale” e vedi un po’ cosa ne viene fuori!

Nel lavoro clinico, se sei uno psicologo, questo esercizio può essere illuminante e aprire spazio a riflessioni nuove.

Se non sei uno psicologo, è un esercizio divertente dal quale comunque potrai trarre qualche informazione utile per conoscerti meglio. Poi, quello, che accadrà, dipende da che uso ne farai. 🙂

 

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