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Mi avete mai sentito parlare di gestione delle emozioni? 😉

Badate bene, per ‘gestione‘, intendo un mucchio di cose diverse: riconoscimento, utilizzo, osservazione, regolazione del volume delle emozioni…

Ho pensato di proporvi un ripasso a puntate sulle emozioni, sul loro funzionamento e sugli strumenti utili per la loro gestione.

Oggi il focus è sulla durata dell’emozione.

Le emozioni sono un fenomeno che possiamo chiamare episodio dell’organismo. Si parla di episodio emotivo e non di stato emotivo.

Qual è la differenza?

In linea generale, uno stato ha durata più lunga di un episodio. Lo stato è una caratteristica dell’umore, che può persistere per ore o giorni, mentre il picco emotivo non dura più di 180 secondi. cronom

Ripeto, per confermare che non si tratta di un refuso: il picco emotivo non dura più di 180 secondi.

Quando iniziai ad occuparmi di emozioni, mi parve una bufala!

Eppure la cosa ha un senso.

Ogni emozione genera un’attivazione fisiologica che implica alterazioni a livello corporeo (ad esempio della pressione sanguigna, del ritmo respiratorio e cardiaco, della sudorazione…) e l’organismo non può permettersi un dispendio di energie tale per tempi prolungati.

Con l’emozione l’organismo comunica che si è verificato un qualche cambiamento amessage-in-a-bottle-154178_960_720 livello ambientale (il contesto). Una volta comunicato il suo messaggio, l’emozione può defluire e lasciare spazio ai pensieri e ai comportamenti utili.

Il punto è che, frequentemente, le persone non ascoltano il messaggio dell’emozione.

Alcuni si allarmano per la reazione fisiologica, altri si preoccupano di scacciare l’emozione cercando ragioni valide per non ascoltarla, altri ancora si identificano con l’emozione che provano (“Sono ansioso”, “Sono arrabbiato”…)

In tutti questi casi l’esito è restare aggrappati all’emozione e rischiare che l’attivazione fisiologica si protragga a lungo, dando origine a stress (quello cattivo, il distress).

Chi si allarma per la reazione fisiologica, infatti, dà origine ad una nuova emozione (magari ansia o paura) che si somma a quella precedente, con l’esito che il picco emotivo ha durata e intensità più lunghe.

Chi tenta di scacciare l’emozione, come ci insegna la storia del drago, la costringe a crescere in intensità per farsi ascoltare.

Chi si identifica con l’emozione, si priva della possibilità di vivere in modo diverso e di cambiare il tipo di relazione che ha con le emozioni che prova.

Ricapitolo i punti salienti di questo articolo.

  • Le emozioni sono un episodio con un picco che ha durata massima di 180 secondi
  • La ragione di questa durata massima è puramente economica: l’organismo preserva energie.
  • Se la durata si protrae, l’attivazione fisiologica può trasformarsi in distress.
  • Si può restare aggrappati alle emozioni e protrarre il picco in modi diversi. I principali sono: provare preoccupazione per la reazione fisiologica, cercare di allontanare l’emozione, identificarsi con l’emozione.

Nell’articolo abbiamo ripassato alcune informazioni di base.

Nelle prossime puntate de ‘L’ABC delle Emozioni‘ si parlerà di:

  • Riconoscere i messaggi emotivi
  • Ascoltare i messaggi emotivi
  • Trasformare l’ascolto del messaggio in intenzione positiva
  • Trasformare l’intenzione positiva in azione concreta/soluzione
  • Imparare l’esternalizzazione delle emozioni

Nel frattempo, provate a rispondere alle seguenti domande:

  • Cosa succede quando discutete? Come vi sentite fisicamente? Quali pensieri fate?
  • Cosa succede quando vi aspetta un compito nuovo? Come vi sentite fisicamente? Quali pensieri fate?

Appuntatevi da qualche parte queste riflessioni. Torneranno utili alla lettura dei prossimi articoli!

Dott.ssa Francesca Fontanella

 

 

 

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