francesca-fontanella-psicologo-sereno-in-un-baleno-come-vivere-bene-le-emozioni

Oggi vi racconto la storia del piccolo drago…

Se vi va, potete ascoltarla e guardarla attraverso questo video.

Altrimenti, ecco la versione che conosco di questo racconto…

C’era una volta un bimbo che, al risveglio, trovò sul suo letto, ad osservarlo incuriosito, un piccolo drago. Il drago era più o meno grande come un gattino e il bambino ne rimase affascinato. Corse dalla madre per informarla della novità: “Mamma, c’è un drago in camera!”

La madre rispose: “Non esistono cose come i draghi!”

Il bambino, dopo aver ascoltato le parole della mamma, decise di non dare retta al piccolo drago nonostante questi gli stesse accanto, salisse sul tavolo della cucina e gli mangiasse tutta la colazione! “Se il drago non esiste, non ha senso io gli dia retta”, si diceva.

Nel frattempo, il drago cresceva. A vista d’occhio. Divenne così grande da occupare l’ingresso di casa e il bambino disse: “Mamma! non sapevo che i draghi crescessero così in fretta!”. La madre, seccata, rispose: “Non esistono cose come i draghi!”

E il drago cresceva ed occupava tutta la casa. La coda uscì dalla porta sul retro e la testa dalla finestra dell’abbaino e non c’era spazio per altro che il drago… ma, diceva la mamma: “Non esistono cose come i draghi!”

Ad un tratto il drago, scorgendo passare un furgone con il pane, decise di inseguirlo per procurarsi da mangiare e, così facendo, sradicò la casa e la portò in giro per la città portando non poco scompiglio!

Il bambino disse:”Tutta questa avventura a causa di un drago!”

La madre cominciò con il dire: “Non esistono cose come i d….”

Ma il bambino la interruppe: “Certo che esistono i draghi! E questo è pure bello grosso!” Mentre parlava, prese ad accarezzare sulla testa il drago e…

Sorpresa!

Mano a mano che il bambino lo accarezzava, il drago rimpiccioliva fino a ritornare, alla stessa velocità con cui era cresciuto, delle dimensioni di un gattino.

Alla madre, stupita, il bimbo disse: “Continuava a crescere perché cercava di essere notato!”

Una morale della storia…freccia

Quando si prova un’emozione che ha effetti spiacevoli, quando un pensiero disturba, fare finta che non ci sia e scacciarlo fa sì che diventi sempre più grande.

Notare l’emozione e il pensiero, riconoscerne l’esistenza e ascoltarne il messaggio, sono un ottimo primo passo per ridurne l’impatto negativo sulla propria quotidianità.

Questo è uno strumento semplice per rilassarsi, gestire e usare le emozioni senza lasciarsi gestire da loro e per conoscere meglio il proprio modo di vivere nel mondo.

Come dicevo? Sereno in un baleno?

Lo ammetto, il titolo di questo articolo è volutamente molto positivo e, forse, proprio in un baleno la serenità non arriva…ma una volta allenato il proprio metodo di recupero della serenità, si saprà attivarla con agilità.

Dott.ssa Francesca Fontanella

Se ti è piaciuto, condividilo:
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

    1 commento

Lascia un commento