Tra le direttive per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus, c’è la distanza interpersonale: un metro di distanza pare essere una buona misura per evitare che il virus sia trasmesso per vie respiratorie. In pratica, viene suggerito di proteggere il proprio spazio peripersonale. Ho colto l’occasione per dedicare un articolo a questo interessante costrutto psicologico, utile per migliorare il modo in cui stare con gli altri.

Lo spazio peripersonale al di là dei contagi

Lo spazio peripersonale è lo spazio intorno a te, quello direttamente a contatto con il tuo corpo e che si estende nelle immediate vicinanze. Ha la funzione di territorio personale e, quindi, di luogo protetto. Ci avrai fatto caso, mentre a una persona cara puoi concedere una vicinanza maggiore (abbracci, baci, carezze, contatti…), alle persone estranee è riservata una maggior distanza. Nel tuo territorio possono entrare alcune persone e non altre.

Come cerchi concentrici

Immagina dei cerchi concentrici e di posizionare te stesso/a al centro. Il cerchio concentrico più vicino a te è quello di maggiore intimità, in cui possono entrare solo alcune persone; il cerchio più esterno è quello riservato alle persone che hanno il minor grado di intimità con te.

Questa misura differenziata dello spazio peripersonale è importante perché ti permette di determinare dei confini relazionali variabili, con qualcuno più intimi, con qualcuno più distanti.

Lo spazio peripersonale invaso

Lo spazio peripersonale di cui ho scritto è uno spazio fisico: abbracci una persona cara, dai la mano a un conoscente, mantieni la distanza da una persona davanti a te in cassa. Per lo meno… così sarebbe saggio fare! Accade, invece, che in coda alla cassa qualcuno si avvicina troppo e spinge! In tal caso, come ti senti?

Alcuni provano irritazione, rabbia; altri paura, imbarazzo… Qualcuno chiede scusa, come si fosse trovato in mezzo e non fosse l’altro a esserci avvicinato troppo.

Il rispetto dello spazio peripersonale

Il tuo territorio merita rispetto. Non va bene che altri si permettano di invaderlo e la sensazione di disagio che provi è legittima. In linea generale, mentre di lato – spalla a spalla – puoi accettare una vicinanza maggiore anche con una persona del tutto sconosciuta, frontalmente e dietro le spalle la distanza percepita comoda è maggiore. Si parla di ovetto peripersonale perché il territorio di cui sto scrivendo assume una forma ovale/ellittica intorno a te:

L’ovetto peripersonale

Spazio fisico e psicologico

Allo stesso modo, anche da un punto di vista psicologico ed emotivo, esiste un territorio protettivo a cui non tutti hanno diritto di accedere. Le forzature psicologiche, le domande incalzanti, la pretesa di sapere come ti senti, i giudizi, sono l’equivalente di chi spinge in cassa, si avvicina troppo e, nel peggiore dei casi, osa un contatto fisico indesiderato.

Proteggi il tuo spazio!

Inizia a proteggere il tuo spazio e scegli tu chi può concedersi una vicinanza fisica ed emotiva intima e chi preferisci resti su un piano più superficiale. Relazionarti a tutti allo stesso modo è rischioso perché ti rende una superficie aperta, facile da invadere.

Ti rende come l’albero nella foto: soggetto a qualche altro essere vivente che, su di te, marca il territorio! Immagine sgradevole, non trovi? 😉

Al contrario, può capitare che per prudenza il tuo spazio risulti così protetto che nessuno si può avvicinare e potresti sentire solitudine e isolamento. Le invasioni e le chiusure dello spazio peripersonale sono uno dei motivi di molti disagi psicologici: ansia, depressione, paura e panico, ritiro in se stessi e difficoltà relazionali.

La buona notizia è che si può imparare a mettere i confini, a renderli flessibili e diversificati e a sentirsi a proprio agio nelle relazioni con gli altri e con se stessi.

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