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Il perfezionismo trasforma una tendenza utile in un possibile disturbo psicologico. Questo articolo vuole informare, prevenire e aiutarti a proteggerti dalla trappola della perfezione.

La perfezione che intrappola

Da qualche parte, nelle tue storie di vita, potresti essere entrato/a in contatto con un comandamento del tipo: “Sforzati di essere perfetto!”. Puoi immaginare i danni che può fare questa convinzione che non concede errori, obbliga a un impegno continuo, porta ogni giorno a confrontarsi con presunti fallimenti.

La perfezione si trasforma in una trappola: cercarla e ottenerla dovrebbe dare pace, ma non essendo possibile raggiungere l’obiettivo, le energie sono usare per avvicinarvisi il più possibile.

Modi per avvicinarsi alla perfezione

Chi si ripete o si è ripetuto un comandamento di perfezione simile a quello descritto poco sopra, usa delle strategie che offrono l’illusione di impegnarsi ad avvicinarsi alla perfezione: leggere più volte e correggere i propri testi, mettere in ordine spesso la casa, cucinare seguendo alla perfezione la ricetta o montare un mobile Ikea seguendo scrupolosamente ogni passaggio. Oppure uscire di casa impeccabili nel look o non concedersi mai un ritardo. Ancora, alcuni scrivono a caratteri regolari sulla propria agenda, altri ancora amano una routine ben scandita.

Stai pensando che capita anche a te?

Potresti pensare che alcune di queste cose le fai anche tu o, magari, stai pensando che questi comportamenti ti sembrano rigidi e, forse, preoccupanti.

Sono d’accordo con entrambi questi pensieri.

Fare bene non è perfezionismo

Fare bene qualcosa, svolgere un compito in modo scrupoloso, non è perfezionismo. Pensa a un pasticcere che voglia fare una torta complessa: sarà importante per lui seguire la ricetta. Una persona che sta inviando una richiesta di lavoro farà bene a correggere eventuali errori di battitura e forma. Vestirsi e pettinarsi bene è cura di se stessi, una bella grafia è bella. 🙂

Quindi, se la tua tendenza è di fare le cose con cura, precisione e attenzione non significa che sei perfezionista. Significa che ti piace fare le cose bene.

Quando il perfezionismo non va trascurato

Il perfezionismo si fa una questione da non trascurare quando tutto, sempre, deve essere fatto in modo perfetto. Se non ti sembra perfetto, lo rifai e poi, ancora, non sei convinto/a e quindi resti nel circolo vizioso oppure ti arrendi, frustrato/a e triste. Questo è uno stile di vita invalidante per le tue relazioni, il lavoro e il tempo di vita.

Il perfezionismo scivola molto facilmente in disturbi psicologici, quindi va preso per tempo.

Perfezionismo e dovere

Il perfezionismo è legato a ciò che deve essere fatto in un certo modo da te e/o dagli altri. La nota stonata sta proprio nel “dovere”, nell’obbligo che impone la perfezione.

Chi cade nel perfezionismo, è per sua struttura capace di rispettare le regole, di fare come gli viene detto. Questa caratteristica positiva è, ahinoi, anche la caratteristica che può diventare distruttiva. Dover rispettare un semaforo rosso è buona norma. Dover uscire perfettamente in ordine, non è necessario.

Necessario o preferibile?

Un trucchetto per iniziare a fare il contropelo al perfezionismo è fare caso se quella cosa che stai facendo è necessaria o preferibile.

Può essere preferibile, per te, avere una casa ordinata, uscire con i capelli a posto, avere la macchina pulita a lustro o un’agenda con caratteri scritti in modo accurato.

È preferibile, per te, non è necessario. Se potrai farlo, sarà molto meglio. Non sarà, tuttavia, necessario.

Basta questo trucchetto?

Può bastare se, tutto sommato, la perfezione non influenza la tua vita. Se, invece, il perfezionismo ti ha un po’ preso la mano, questo trucchetto sarà un piccolo tassello verso il cambiamento.

Hai un vantaggio, comunque! Se ti trovi nel perfezionismo, seguirai alla perfezione anche un percorso per aiutarti ad alleggerirlo!

Inizia ora a restituire leggerezza alla tua vita!

ciao@francescafontanellapsicologo.com

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