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La mania di controllo consiste nell’abitudine rigorosa a controllare ciò che si fa e, talora, ciò che fanno gli altri.

Come si riconosce la mania di controllo

Considera – aspetto importante – che in qualche misura tutti controlliamo qualcosa. Almeno una volta avrai controllato di aver chiuso la macchina dopo averla parcheggiata o avrai controllato il cellulare per guardare se, per caso, ti fosse sfuggita la notifica di un messaggio o di una chiamata. Forse controlli la lista della spesa prima di uscire e di avere le chiavi in borsa prima di chiudere la porta di casa. Forse ami rileggere messaggi e mail perché ti scocciano gli errori ortografici.

Be’, con buona probabilità, queste cose non sono, prese singolarmente o svolte sporadicamente, segnali di una mania di controllo.

Il dubbio, invece, ti può venire se:

  1. Fai tutto quanto sopra, tutti i giorni e magari più volte al giorno;
  2. Stai male se pensi di non aver controllato abbastanza;
  3. Ti premuri di controllare le cose altrui, pur non essendone responsabile – non vale, ovvio, per un revisore dei conti 😉 –

Le conseguenze della mania di controllo

 

Conseguenze relazionali

Sebbene avere a fianco una persona che controlla le cose possa dare un certo grado di sicurezza, se la stessa persona continua a ripetere i medesimi controlli e a temere di non aver controllato abbastanza, il suo comportamento può andare a noia e la sua compagnia può diventare meno gradita.

La mania di controllo può ridurre la frequenza e la qualità delle tue relazioni.

Conseguenze sulla qualità di vita

Chi controlla spesso e con minuzia, usa molto del suo tempo in questo compito, sottraendone di prezioso ad altre attività. Anziché godersi la vita, si premura di stare in allerta per ricordare di controllare ciò che ha già controllato.

Ad esempio, avendo notato che la sua maglietta non è stirata perfettamente, potresti scippare tempo alla gita programmata per stirarla nuovamente. O, ancora, potresti guastarti la giornata avendo notato una pieghetta o una macchiolina propriò lì, in bella vista.

La mania di controllo potrebbe obbligarti a stare un’ora in più al lavoro perché hai usato quel tempo a rileggere troppe volte una mail prima di inviarla, potrebbe impedirti di prendere anche piccole decisioni quotidiane perché ti sembra sempre di non aver controllato abbastanza le variabili e gli effetti – e, magari, qualcun’altro arriva prima di te privandoti di una cosa che ti sarebbe piaciuta -.

Conseguenze sulla salute

Nel lungo termine, l’organismo può sviluppare una forma di stress. In pratica, ogni volta che senti il bisogno di controllare e controlli, l’organismo fa qualcosa che somiglia a un palloncino che si gonfia e sgonfia.

Il palloncino si gonfia di ansia e senso di urgenza, di bisogno di controllo e paura di ciò che potrebbe accadere se non controllassi e si sgonfia appena controlli. Per poi rigonfiarsi, l’infame!

Ecco, l’effetto yo-yo (famoso per le diete e qui ci sta a pennello!) ti porta a una sequenza continua di queste due fasi (gonfio-sgonfio) che logorano i tessuti emotivi, la resistenza e la flessibilità della tua capacità di vivere le cose di tutti i giorni.

Quando la mania di controllo accorcia la vita

Potresti essere tra coloro che vivono bene la loro mania di controllo. Non noti conseguenze relazionali, non soffri alcuno stress e non ti importa della qualità e del tempo di vita. Se sei tra queste persone, bene! Tutto ok, puoi continuare a controllare. Alla guida della tua vita ci sei tu.

Se, invece, sei tra coloro che stanno notando effetti disttuttivi della mania di controllo, dico questo:

La mania di controllo accorcia la vita

Lo fa subdolamente e neanche te ne accorgi. Ecco i suoi due cavalli di battaglia, i modi in cui intacca la durata della tua vita:

Modo #1

Ogni volta che, per (ri)controllare, usi del tempo, stai perdendo tempo. Stai perdendo un tempo che non ti torna più indietro. Per quantificare il senso di questa affermazione facciamo un conto facile: immagina di controllare il cellulare per 10 volte al giorno per 1 minuto (lo so che lo fai molto di più… appunto!).

Secondo questo conteggio, ogni giorno usi 10 minuti per controllare e perdi quei 10 minuti che potresti usare per fare dell’altro (anche quegli addominali per i quali dici sempre di non avere tempo!). Ogni settimana, 70 minuti; ogni mese 300 minuti. 300 minuti sono 5 ore. Ogni mese perdi 5 ore di tempo. Ogni anno 60 ore, ossia due giorni e mezzo! Ti pare poco? Prova a togliere due giorni e mezzo dalla tua prossima vacanza! 😉

In pratica, in 3 anni di mania di controllo, solo controllando il cellulare per 10 volte al giorno per un minuto, si butta all’aria una settimana!

Il punto è, come ci dicevamo, che la mania di controllo non è fatta solo di questo gesto, ma di molti altri gesti che si ripetono frequentemente nell’arco della giornata: inizi a notare la portata della perdita di vita che comporta?

Modo #2

Lo stress è un predittore di diversi disturbi di tipo cardiovascolare e indebolisce il sistema immunitario. Lo stress può anche ridurre il sonno, creare alterazioni ormonali e dell’appetito, dare origini a disturbi dell’apparto digerente o muscolare. Può causare stanchezza cronica e ridurre la possibiltà che tu faccia attività fisica, influenzando indirettamente – in questo caso –  la tua salute.

Una salute debilitata è fattore di rischio per lo sviluppo di patologie di diversa gravità, mettendo a repentaglio la qualità e la durata della tua vita.

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Puoi fare qualcosa, certo!

Quanto sopra, per fortuna, non è statico e immutabile e tu puoi fare qualcosa per te e per la tua salute; per te e per la qualità della tua vita.

Trattandosi di un problema che ha a che fare strettamente con la salute, la cosa che trovo più saggia è rivolgersi a un professionista sanitario: lo psicologo è un professionista sanitario.

Ci sono molti modi diversi per addomesticare la mania di controllo e, in tutta onestà, non saprei dirti quale sia il migliore, neppure tra quelli che uso. Una ragione c’é: ognuno segue strade psicologiche diverse, in linea con i propri valori, principi, attitudini, stili di vita…

Tuttavia…

Da qualche mese, ho approfondito una modalità creativa che mi pare ben addattarsi alle differenze individuali e che ci permette di costruire insieme il percorso, in modo personalizzatissimo.

Terapia d’urto?francesca-fontanella-psicologo-terapia-creativa-d-urto

D’urto? 😉

Nessuna forzatura anche se qualche attività potrebbe urtare la mania di controllo! Non urterà te, bada bene, ché, anzi, potrai ridertela dietro le quinte nel vedere la mania di controllo confondersi, mollare la scena e lasciare a te il palcoscenico!

Utilizzeremo tecniche creative, adattate e su misura con un lavoro sartoriale di fino. Ci faremo aiutare dalle idee di grandi della psicologia e dell’arte, ma, soprattutto, ci metteremo del nostro: tu del tuo e io del mio perché il mio modo di fare psicologia crede nei percorsi co-creativi 🙂

Hai appena riletto l’articolo per controllare l’ortografia e ti sei perso un altro minuto del tuo tempo?

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