Il progetto Dear Diagnosis -Un progetto letterario

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Estate 2018. Bazzicando nei gruppi dedicati a professionisti che utilizzano l’approccio narrativo, incontro un progetto che mi colpisce: il progetto Dear Diagnosis. Mi colpiscono la delicatezza, la creatività, l’intenzione aggregante e la facilità di applicazione e, per questo, inizio a seguirlo.

Dear Diagnosis – Cara Diagnosi

Il progetto si chiama Dear Diagnosis – Cara Diagnosi – e si rivolge a chi ha ricevuto una diagnosi e ci convive giorno dopo giorno. Il progetto vuole liberare dall’etichetta diagnostica permettendo alle persone di sentirsi se stesse nonostante la malattia, di condividere la loro relazione con la malattia e il modo in cui influenza la propria vita.

La referente del progetto

La coordinatrice, creatrice, responsabile del progetto è Brianna Schiavoni, una professionista dell’Ohio che si occupa di relazione d’aiuto con numerosi ruoli professionali e in numerosi contesti (i titoli americani non sono assimilabili a quelli italiani, ma potremmo dire che Brianna fa un lavoro a metà tra lo psicologo e l’assistente sociale). Brianna convive con una patologia autoimmune e la sua passione per l’approccio narrativo, coniugato alla sua esperienza personale, la portano a dare il via al progetto Dear Diagnosis!

Accetto la “sfida”

Accade che, io stessa accetto di accogliere la sfida e mi cimento nel compito proposto da Brianna: scrivere una lettera a una diagnosi. Mi piace, lo sento un metodo vivo e potenziante e, in seguito, lo propongo in studio. Notandone in breve tempo l’efficacia, scelgo di contattare Brianna per condividere la mia esperienza e… ne nasce una collaborazione!

Mi unisco al team!

A oggi, il team è composto da Brianna e alcune collaboratrici in loco – Ohio -, da Crystal Whittington che si occupa dell’area pediatrica e … da me! Da gennaio 2019 sono ufficialmente la collaboratrice italiana del progetto ed è per me un onore poter collaborare a questa iniziativa.

Come è nata l’idea di Brianna?

Il progetto Dear Diagnosis fu ispirato da un compito che Brianna ricevette anni fa presso un centro a cui chiese aiuto per affrontare la sua malattia. Il compito consistette nello scrivere una lettera alla malattia e, attraverso questo compito, Brianna notò quanto la diagnosi avesse influenzato la sua vita e la sua identità, le sue scelte e le sue relazioni. Dopo questa esperienza, Brianna pubblicò la sua lettera e ne conseguì uno scambio ricco con persone coinvolte in situazioni simili alla sua: lo scambio la rafforzò. Di qui, decise di attivare un progetto specifico che coinvolgesse chi ha ricevuto una diagnosi di malattia, le sue persone care e il personale sanitario e di supporto. Di qui, l’idea del progetto Dear Diagnosis.

Vuoi partecipare al progetto?

La partecipazione è gratuita.

Puoi partecipare se hai ricevuto una diagnosi o se qualcuno a te caro ne ha ricevuta una. Puoi partecipare, anche, se convivi con un disturbo psicosomatico perché questa stessa è un’etichetta diagnostica. Puoi partecipare se provi dolore cronico stabile o con fasi acute.

Come partecipare

Scrivi una lettera (un post-it, un messaggio chat, crea un disegno, un audio o un video) di qualsiasi lunghezza a una malattia, disturbo, sindrome, deficit di cui hai una diagnosi e che ha un impatto sulla tua vita. Ricorda di includere i seguenti dettagli :

  • Il processo vissuto per avere la diagnosi
  • Sentimenti, credenze, comportamenti, giudizi che ruotano intorno alla diagnosi
  • L’impatto che la diagnosi ha avuto/ha sulle tue scelte di vita, ambizioni, relazioni
  • Qualsiasi riflessione rispetto all’interazione con il sistema curante

L’accuratezza della diagnosi non è richiesta, mentre lo è – imprescindibile – l’autenticità. Potrai inviare la tua creazione attraverso il MODULO DI CONDIVISIONE:  ti sarà garantito l’anonimato. Lettere scritte a mano, post-its, disegni e registrazioni potranno essere caricati come allegati nel modulo di condivisione.

Ti aspettiamo, in questo progetto letterario sui generis! 🙂

May we be stronger – together. May we learn to truly see one another – beyond the diagnoses we are labeled with & behind the masks we feel we need to wear. May we learn to use that which seemingly sets us apart, as common thread; and may we learn to stitch quilts of connection, in turn. May this project speak to you, encourage you, inspire you – may you find reasons to write & reasons to share. – Brianna Schiavoni

Che si possa essere più forti – insieme. Che si possa imparare davvero a vederci l’un l’altro oltre le diagnosi con cui siamo etichettati e dietro le maschere che sentiamo di aver bisogno di portare. Che si possa imparare a usare ciò che, apparentemente, ci mette da parte facendolo essere un filo che ci accomuna; e che si possa con esso imparare a tessere tessuti di connessione. Possa questo progetto parlarti, incoraggiarti, ispirarti – possa farti trovare la motivazione per scrivere e la motivazione per condividere.

#TogetherWeAreStronger