L’ansia sociale è un tipo di situazione emotiva nella quale stare in mezzo alle persone (o, anche, relazionarsi con un commesso o la barista, con la conducente di un mezzo pubblico o il postino) mette tensione. Sudi, balbetti, resti in silenzio e, alla fine, ti resta addosso la sensazione di aver fallito. Cosa fare?

Ansia sociale: scomponiamola per conoscerla

L’ansia sociale è chiamata così perché contiene una componente emotiva (l’ansia) e una specificazione (sociale). Non si tratta, quindi, di un tipo di ansia generalizzata, che scatta per ogni cosa. Questa specificazione è utile perché, ad esempio, potresti saper reggere molto bene momenti di incertezza o prestazioni professionali complesse, purché non ci siano persone intorno.

In pratica, provi ansia quando ci si aspetta che tu interagisca con altri o quando c’è la possibilità che qualcuno si rivolga proprio a te.

L’ansia è un’emozione

L’ansia è un’emozione che ti chiede di dare un’occhiata a ciò che sta succedendo per averne il controllo e prevedere le conseguenze. Di per sé dura pochino, ha un suo picco e nella sua forma sociale più blanda potresti sentirla appena prima di un esame o di un colloquio di lavoro, prima di una telefonata, entrando in un negozio per chiedere se hanno l’articolo che stai cercando.

Quando ti senti in uno stato di allerta sociale continuativa è più probabile che all’emozione tu abbia associato la convinzione che nelle situazioni relazionali fallisci e ne uscirai svalutato/a.

Blocco e inibizione emotiva

Il risultato di ansia + convinzione di fallimento è il blocco. Ti blocchi fisicamente, magari non riuscendo ad aprire la bocca anche solo per salutare o a fare quel gesto che, lo stai notando, ci si aspetta da te in quel momento. Non ci riesci perché ti senti inibito/a, cioè trattenuto/a dal poter mostrare le tue emozioni.

Qualcosa in te ti ferma, come se fosse meglio non esporsi perché potrebbero esserci conseguenze spiacevoli dal punto di vista relazionale. Anche se vorresti dire o fare qualcosa… nulla! Sei intrappolato/a nell’impossibilità! Ansia, ansia sociale.

Perché provi ansia sociale?

Vorrei fare un passo indietro rispetto a questa domanda. In primo luogo, l’ansia sociale vorrebbe proteggerti dal fallimento relazionale e impedirti di fare errori sociali. Per questo ti trattiene dall’agire: incredibile, no? L’intenzione è buona, gli effetti, invece, contrari. Purtroppo, infatti, nel tentativo di proteggerti, ti impedisce di sperimentarti e scoprire che sai relazionarti con gli altri.

Puoi immaginare che, inizialmente, l’ansia sociale era ansia di non fare bene, di deludere, di essere essere (o non essere) all’altezza, di ricevere giudizi. Forse, i primi passi sono stati mossi nell’impegnarti a sentirti all’altezza e piacere agli altri e, forse, proprio nel tuo contesto familiare, scolastico, sportivo… Ma tutto questo non ha funzionato!

Nonostante tu facessi di tutto per non deludere ed essere all’altezza delle aspettative, ciò che facevi non andava bene e, piano piano, hai lasciato perdere, convincendoti che non sei abbastanza.

L’ansia sociale come adattamento

L’ansia sociale è diventata, quindi, una forma di adattamento all’ambiente. Essendo l’ambiente potenzialmente ostile, è meglio starne alla larga; essendo le persone potenzialmente svalutanti, il tuo cervello ti protegge impedendoti di relazionarti.

Il meccanismo è altamente imperfetto, lo vedi da te! Crea un circolo vizioso che, se non ti prendi la briga di esplorare e interrompere, rende nel tempo la tua vita sociale sempre più difficile e meno gratificante.

Per iniziare, lasciati avvicinare!

Se hai esperienza di ansia sociale, sai bene che tutti i suggerimenti sul fare i primi passi tendono a fallire. Il blocco è troppo blocco per sbloccarsi in un attimo, dai! Sarebbe una pretesa – e pure frustrante dato il fallimento implicito – chiederti di parlare a una festa, ad esempio, o di entrare in un negozio affollato durante i saldi per accaparrarti il pezzo migliore.

Facendo così, il rischio è di alimentare la convinzione che non ci riesci. Puoi, invece, fare qualcosa di meglio: farti avvicinare! Se un bimbo piccolo ti si avvicina con la palla, fai due tiri con lui; se una persona a una festa ti offre il vassoio, ringrazia con lo sguardo o con il sorriso se le parole non escono. Fa’ in modo che l’altro non si senta rifiutato!

Il comportamento guidato dall’ansia sociale, infatti, tende a far sentire gli altri inibiti nei tuoi confronti! Lo avevi notato? Si sentono in imbarazzo, bloccati e ti stanno alla larga! I primi passi, i primi cambiamenti comportamentali per te sono di accoglienza dei tentativi dell’altro. Poi arriva il resto.

Nel frattempo, guarda questo cortometraggio!

Questo cortometraggio di  Sam Gainsborough è favoloso! Si intitola Facing it ed è dedicato all’ansia sociale. Il protagonista è combattuto tra il desiderio di relazionarsi e il blocco e, lasciandosi andare ai ricordi, trova nelle esperienze d’infanzia un senso e un’origine ai suoi comportamenti attuali. Non anticipo il finale, naturalmente! Fammi sapere come lo intendi!

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