Mi ricorda qualcosa, va bé“…Cito Vasco, decontestualizzandolo rispetto al testo della sua canzone. L’articolo racconta di sensibilità sensoriale cioè la capacità di sentire (e percepire) attraverso i sensi. In particolare voglio soffermarmi su un fenomeno affascinante dei sensi e, nello specifico, dell’olfatto: la stretta connessione con i ricordi.

Sensazione e percezione

Una distinzione da fare riguarda la sensazione e la percezione. Apparentemente la stessa cosa sono distinte da un dettaglione rilevante che chiamerò “consapevolezza“.

In pratica, la sensazione è mediata dai recettori sensoriali, cellule e strutture cellulari che hanno il compito di registrare uno stimolo sensoriali. Queste cellule si attivano quando è il loro compito e ci sono recettori del gusto, recettori tattili, recettori uditivi… Ogni categoria, a sua volta, ha delle cellule specializzate a registrare specifici stimoli. Ad esempio, tra i recettori tattili, alcuni saranno capaci di registrare la temperatura, altri la pressione. Il corpo è preparato accuratamente per raccogliere informazioni attraverso i sensi.

Qui entra in gioco la percezione!

Una volta che i recettori hanno registrato – che so – che una cosa entrata in contatto con la pelle è calda, il cervello fa un’elaborazione di questa registrazione, ne prende coscienza.

La sensazione è una risposta delle cellule nervose allo stimolo, la percezione è la consapevolezza dello stimolo e del suo significato.

Esiste una sensazione senza percezione?

Ricordo che mi fecero una capa tanta durante gli anni di studio, invitandoci a riflettere sull’esistenza di una sensazione senza percezione. Ricordo, anche, che questa è una di quelle cose che, a pensarci, “ci vai fuori di testa”. Forse sì, esiste un sentire che non è consapevole o forse, invece, il sentire è così lieve che non te ne accorgi e il cervello elabora uno stimolo quasi silenzioso. Tu resti lì, ti pare che qualcosa non vada, ma non sai cosa… Quindi, se questo argomento ti incuriosisce, ci sono fior fiore di studi e libri che raccontano di sensazione e percezione e il diletto intellettivo è assicurato.

Quell’odore mi ricorda qualcosa…

La registrazione sensoriale e la percezione lasciano una traccia in memoria. Questo è molto utile per ricordare, ad esempio, che il fuoco scotta, che il limone è aspro, per distinguere una carezza da un pizzicotto.

Alcuni stimoli sensoriali riportano indietro nel tempo e una canzone può farti tornare in mente un periodo della tua vita anche in modo molto nitido. Gli odori, in particolare, sanno fare magie. Questo dipende da un meccanismo puramente fisiologico per cui l’olfatto è connesso in modo diretto al sistema limbico che elabora le emozioni e all’ippocampo che si prende cura dei ricordi.

L’olfatto è un senso primitivo

L’olfatto è un senso primitivo, arcaico, che ha utilità per i mammiferi nel mondo animale che lo usano per orientarsi, anticipare pericoli, conoscere l’ambiente e prevedere se c’è cibo nelle vicinanze. Anche il cucciolo umano ha una connessione olfattiva con gli adulti di riferimento, persino nelle prime settimane di vita quando sa distinguere l’odore del latte della mamma da quello di altre mamme.

Chi ha bambini o lavora con i bambini, potrebbe aver avuto l’esperienza di sentirsi dire: “Questo è profumo di te!“.

L’odore che hai mi ricorda qualcosa…(Vasco Rossi)

Ricordi vividi e immediati

L’olfatto, per i motivi fisiologici accennati, permette ricordi vividi e immediati: può bastare sentire un odore per ricordare di averlo già sentito altrove, che ricorda la zuppa di nonna, la crema che usi al mare o un ambiente che non ti piace. Hai un odore che ti ricorda qualcosa?

A ricordo vivido si associa emozione vivida

L’effetto emotivo originato dall’olfatto può essere intenso: un odore che porta con sé ricordi piacevoli può far sorridere e commuovere, mentre un odore che conduce a ricordi spiacevoli può suscitare ansia e paura.

Una delle esperienze note è l’ospedale. L’odore del disinfettate, dei medicinali, dei piatti della mensa ospedaliera portati lungo i corridoi dei reparti possono suscitare ricordi legati a momenti vissuti in ospedale. Se sono stati spiacevoli, ansia e paura arrivano immediate.

Sensibilità particolari

Balene, delfini e pipistrelli posseggono ognuno delle abilità sensoriali particolari. Possono, ad esempio, rilevare la presenza di ostacoli a distanza o udire suoni che superano la soglia percettiva umana. Anche a passeggio con il cane scopri che lui sente cose che tu non senti: suoni, presenze e odori che lo distraggono e attraggono e tu non capisci proprio che cosa abbia notato!

Anche gli esseri umani si differenziano per la capacità più o meno accentuata di sentire e percepire e questo fa sì che qualcuno possa avere reazioni emotive più intense a causa di sensazioni e percezioni più acute e, di conseguenza, più attivanti.

Questo ci permette di fare una considerazione…

Quando provi emozioni forti, valuta che potresti aver registrato sensorialmente e percepito, qualche stimolo che altri non stanno notando. Quel tuo sentire, non è a casaccio! Rispettalo, ascoltalo e, se vuoi saperne di più, valuta di esplorarlo e conoscerlo per limitarne gli effetti meno piacevoli e potenziarne quelli utili e piacevoli.

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