Selvatico“… pensavo qualche giorno fa durante una gita e osservando un angolino naturale. Come mi è usuale, aver solo pensato a questa parola mi ha portata in mondi nuovi perché ho iniziato a pensare ai suoi significati e ne è venuto fuori quanto segue…

Selvatico e selvaggio

In primo luogo, mi sono chiesta se vi sia differenza tra la parola selvatico e selvaggio e, a dirla tutta, mi pare che non sia chiarissima. Ho dato un’occhiata alla Treccani e, per la parola selvaggio, propone come sinonimo proprio selvatico, anche se per la parola selvatico non offre come sinonimo la parola selvaggio. Qualche differenza comunque c’è e in rete è formalizzata più o meno così:

  • Selvaggio = non addomesticato
  • Selvatico = non contaminato dalla presenza dell’uomo

Insomma, sono parole che si intrecciano nel significato dato che l’addomesticamento ha a che vedere con la presenza dell’uomo. Di qui, la riflessione continua su…

Addomesticamento e cura

Quando si addomestica un animale o si coltiva una piantina ce se ne prende cura, mentre – sempre seguendo le definizioni enciclopediche – una pianta selvatica nasce spontaneamente e cresce senza cure.

Fermo il nastro qui, sul “senza cure”. Prendo un appunto mentale e proseguo.

Un animale è detto selvatico, invece, in contrapposizione a domestico e quando vive in libertà.

Rifermo il nastro del pensiero e appunto: libertà. La riflessione si fa interessante!

Senza cura è libertà?

Corbezzoli! Vuoi vedere che, ancora una volta, le parole osservate per benino diventano illuminanti? In termini linguistici, pare che la piantina che nasce selvatica e cresce senza cure corrisponda a un animale che vive in libertà.

Come può la mancanza di cure avere a che fare con la libertà?

La mancanza di cure mi arriva come qualcosa di molto triste, mentre la libertà evoca scenari ameni. Capisco, quindi, che serve proseguire la riflessione…

Una cura misurata

Un animale selvatico ha qualcuno che si prende cura di lui. Gli adulti che lo hanno generato e talora il gruppo di adulti offrono riparo, protezione, nutrimento e modellano comportamenti di sopravvivenza che il cucciolo apprende.

Una pianta in natura riceve cure ben organizzate dal meccanismo naturale, per cui pioggia e sole tendono ad alternarsi e la pianta stessa tende a crescere in terreni e ambienti che chimicamente sappiano fornire ciò che serve.

In pratica, anche se selvatiche, le creature di flora e fauna ricevono cure necessarie e sufficienti per la crescita di modo che possano proseguire in autonomia.

Quando la cura mina la libertà

C’è un punto, a quanto pare, in cui la cura non è più necessaria e sufficiente, ma supera il limite, mina la libertà e soffoca. Questo punto non ha un’indice preciso che lo quantifichi, quindi va a sensibilità. Gli animali e la natura sembrano sapere con una certa quota di sicurezza quale sia questa misura, mentre l’essere umano un po’ meno.

Pensa a quante volte in casa le piante iniziano a soffrire per troppa acqua! Troppa cura. Pensa ad animali domestici intrappolati in relazioni con umani che non si accontentano di prendersene cura, ma li trattano come fossero anch’essi umani, privandoli della libertà di essere diversi. Troppa cura.

Quando ci prendiamo cura, perdiamo la misura?

Qualche volta capita che nel prenderci cura dell’altro perdiamo la misura. Nel mio lavoro incontro giovani adulti che notano blocchi nella loro libertà causati da patti di alleanza con le figure che si sono prese cura di loro. Il rapporto con queste figure è stato così stretto da aver limitato la libertà di crescere, anche, un poco selvatici. La conseguenza comune è non saper scegliere, temere di sbagliare, sentire di tradire la figura di riferimento se si sceglie una direzione di vita diversa dalla sua.

Questo può capitare per scelte legate al ciclo di studi o alla professione oppure per scelte d’amore, di abbigliamento, politiche… Può capitare persino che sia difficile fare una torta senza seguire pedissequamente la ricetta di casa, perché si sente che potrebbe essere un errore o un tradimento. Dura, vero? Ancora più dura se si pensa che questa mancanza di libertà deriva da cure così potenti da aver assopito l’autonomia di scelta.

Succede anche tra adulti

Detta come sopra pare che sia una questione legata alla crescita dei figli, ma non è solo così. Lo stesso tipo di eccesso di cura si può trovare in una coppia, ad esempio, in cui uno dei due si sente opprimere dalle attenzioni e dal controllo – magari amorevole nelle intenzioni – dell’altro.

Selvatico > Libero > Capace

Riavviando dall’inizio il nastro di questa riflessione per arrivare alle conclusioni, ascolto il seguente messaggio.

Ciò che è selvatico cresce senza le cure umane. Le cure umane sono importanti, in particolare per i cuccioli o tra esseri umani, anche se a volte eccedono e limitano la libertà. La libertà limitata comprime e riduce le autonomie, la possibilità di essere se stessi e di interpretare la vita a modo proprio.

Questo messaggio è importante anche per gli psicologi!

Anche lo psicologo, per professione, si prende cura. Anche lo psicologo è bene faccia attenzione alla misura della cura e non si sostituisca all’altro nel suo percorso.

Se lo facesse, replicherebbe uno schema di accudimento che limita la tua libertà e la possibilità di essere te stessa/o e, per questo, quando parli con uno psicologo, non trovi una persona che ti dice cosa fare, ma una persona che ti aiuta a scoprire cosa sia meglio per te.

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