A che servono le ali al pinguino? A nuotare, a mantenere l’equilibrio, a riscaldare i cuccioli e chissà a quante altre funzioni che un etologo saprebbe indicare in quattro e quattr’otto. Forse non sai che ne hai un paio anche tu!

Scomodiamo Darwin…

Darwin, nel suo noto lavoro per definire e divulgare la sua teoria evolutiva, incontrò dei fermi oppositori. Si premurò, certo del valore delle sue scoperte, di trovare argomenti per controbattere e confutare le critiche e tra le sue riflessioni ve ne fu una molto interessante. Il naturalista intuì l’esistenza di un meccanismo di cooptazione funzionale che oggi è conosciuto come exaptation. Ecco cosa ha che fare con le ali da pinguino.

Cos’è l’exaptation?

L’exaptation è un meccanismo che consente il riuso, da parte di una specie in evoluzione, di parti e forme già esistenti. Capisco che detta così fa brutto quindi articolo meglio. Darwin notò che la relazione tra strutture fisiche e funzioni di tali strutture ha tra le sue particolarità che un singolo organo può assolvere più funzioni, alcune operative, alcune potenziali.

Ne consegue che parti di un organismo inizialmente utili per una certa funzione, possono essere riadattate a funzioni nuove se l’organismo evoluto non ha più bisogno di assolvere la funzione primaria. Ad esempio gli ossicini che nei pesci sostengono l’arco branchiale diventano ottimi sostegni della mascella per consentire la masticazione nei primi tetrapodi terrestri. Così le ali dei pinguini che, pur inutili per un volo da gabbiano, sono eccellenti strumenti per muoversi in acqua e utili bilancieri per l’equilibrio. La selezione naturale, di generazione in generazione converte le strutture alle funzioni utili per il nuovo organismo.

Il vantaggio economico e di sopravvivenza

Da un punto di vista economico è chiaro che è piuttosto vantaggioso usare il materiale già esistente. Inoltre, buttare via qualcosa che c’è quando ancora non è pronta la sua sostituzione mette a repentaglio la sopravvivenza e la natura lo sa. Ecco il motivo per cui esiste un meccanismo di recupero di strutture esistenti per far loro svolgere nuove funzioni, dando vita a nuove possibilità.

L’imperfezione di questa trasformazione creativa

Può capitare che, essendo la struttura adattata alla nuova funzione, l’adattamento non sia perfetto anche se funziona molto bene. Pievani dice che una legge dell’imperfezione ricorda che sono frequenti in natura strutture subottimali, ossia imperfette. Il meccanismo di exaptation è quindi ingegnoso, utile, imperfetto.

Exaptation psicologica

Mi piace immaginare che l’exaptation sia declinabile anche in termini psicologici. Potresti aver sviluppato una struttura difensiva, un modo di stare in relazione con gli altri o una strategia per affrontare i momenti difficili che ti è servita soprattutto nell’infanzia.

Oggi, la tua crescita evolutiva come persona può rendere poco utile quella struttura psicologica e è possibile che tu voglia liberartene. Ecco… prima di farlo, sarebbe utile osservare se sia possible farle assumere altre funzioni adattandola alla tua vita attuale.

Come le ali da pinguino

Ti chiederai perché fare la fatica di convertire l’utilizzo di una tua abitudine psicologica. Forse pensi che sia più comodo buttarla e crearne una nuova. Da quello che ci dice Darwin, pare proprio di no perché dare nuova funzione a una struttura già esistente è più economico in termini di dispendio energetico. Inoltre, se non hai a disposizione una qualche struttura psicologica alternativa che possa assolvere quella funzione, sei nei guai! Anche se l’adattamento non sarà subito perfetto, come nell’exaptation fisica, sarà comunque il più funzionale.

Come le ali dei pinguini sono diventate remi, timoni e bilancieri, anche la struttura antica che hai usato per difenderti, stare in relazione o vivere i momenti difficili può diventare remo, timone, bilanciere della tua crescita umana e del tuo cambiamento.

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