Qualche giorno fa sul mio profilo Facebook personale ho scritto un pensiero che mi va di condividere anche qui, in uno spazio pubblico e professionale. Ha a che fare con una vecchia canzone di Claudio Baglioni, il futuro, l’incertezza e le certezze.

Esperienze di vita e check list

Da ragazzuola amavo la canzone “Avrai” di Baglioni. Periodicamente, crescendo, mi sono trovata a fare una check list delle esperienze che elenca la canzone. Non è possibile spuntarle proprio tutte tutte o, comunque, qualcuna la si spunta anche se non è andata proprio come dice la canzone e si sono vissute esperienze simili per approssimazione. Mi sono più volte trovata anche a riascoltare la canzone immaginando, come in un film, i miei momenti di vita che corrispondono alle parole della canzone.

Tra le esperienze di cui canta Baglioni ce n’è una che non potevo spuntare perché ha una dimensione collettiva.

Quella vecchia radio…

Si tratta del verso che dice:

[Avrai] una radio per sentire che la guerra è finita

Questo verso per me è commovente perché racconta di un momento in cui tutti – tanti, via! – si trovano frementi all’ascolto di una radio gracchiante, sintonizzandosi sulla notizia tanto attesa. Insieme. Nella tragedia, arriva il momento che segna la fine e il nuovo inizio per la collettività.

Nella mia vita fino a oggi…

Nella mia vita fino a oggi non ho vissuto esperienze che mi abbiano fatto pensare che avrei avuto una “radio” da ascoltare per sentire una notizia che riguardasse me e gli altri, insieme.

In questi giorni abbiamo annusato questa dimensione collettiva, coinvolti dalle notizie e dagli aggiornamenti. Ogni sera, ad esempio, alle 18:00 c’è il notiziario della protezione civile e ogni sera più persone si sintonizzano per sapere come è andata la giornata, come si muove la curva dei contagi, dei guariti, dei deceduti…

Cosa succede quando arriva la notizia della guerra finita?

La metafora della guerra non regge, si è già detto, ma qui proseguo il mio parallelismo con la canzone di Baglioni. Arriverà un momento in cui ci sarà comunicato che il Covid-19 non è più un pericolo? Che si potrà tornare a vivere fuori casa le nostre relazioni e la nostra vita?

Immagino di sì e poi? Cosa succederà? Un giorno ci sarà un notiziario che dirà che possiamo andare avanti, “che la guerra è finita” e, con le dovute proporzioni, come alla fine della guerra, l’entusiasmo e i dubbi per il nuovo futuro si contenderanno il primato.

L’incertezza del futuro

Il futuro è di per sé qualcosa di incerto, ma ognuno di noi è abituato ad attendersi determinate cose dal suo domani. Questa aspettativa offre una dose minima si certezza e stabilità, anche se non può essere una garanzia. Ad esempio, ci si può attendere che il giorno dopo sorgerà il sole e che dopo alcune ore di luce tornerà il buio. Ci si può aspettare che troveremo lo spazzolino da denti lì dove lo abbiamo lasciato, che la casa sarà la stessa di ieri e che le persone care si chiameranno ancora con il loro nome.

Potrà sembrarti una stranezza questa precisazione, ma pensa quanto è importante per la tua sicurezza sapere che almeno queste cose non sono del tutto imprevedibili!

Alcune prevedibilità riguardavano i tuoi ritmi di vita prima del lock-down: i tuoi orari di lavoro, il corso del tuo hobby o la palestra, abitudini di famiglia o con amici, la spesa il martedì – perché c’è del buon pesce – e le colazioni veloci prima di iniziare la giornata…

L’incertezza del post lock-down

All’incertezza del futuro si aggiunge quindi l’incertezza rispetto a molte delle cose che prima erano sufficientemente prevedibili. Non sappiamo. Non sappiamo proprio. Ci sono tante persone che ipotizzano, fantasticano, catastrofizzano… la verità è che non sappiamo.

Parlando con le persone scopro che per alcuni stare a casa sta iniziando a diventare un’abitudine a cui spiacerà rinunciare, mentre altri non vedono l’ora di tornare alla vita di prima. Altri stanno riflettendo su come cambiare alcuni aspetti della loro quotidianità affinché misceli sapientemente il bello della vita di prima e il bello scoperto durante il lock-down. Poi c’è chi ha scelto la direzione da prendere, a quale università iscriversi; di lasciare l’amante o il/ la partner alla fine di questo periodo; di cambiare lavoro.

Questo è bellissimo perché è tutto molto incerto, eppure… le persone cercano guizzi di certezza – con le loro previsioni e i loro progetti – per regalarsi un poco di stabilità in un periodo traballante.

Se ti è piaciuto, condividilo:
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

Lascia un commento