Rimettere a posto l’uomo e ricomporre il mondo è un pensiero che sta passando per la testa a più persone. Lo vedo dai post nei social che raccontano del dopo e si commuovono nel vedere i delfini nei porti e le lepri in città. Anche io ho partecipato con una storiella (che trovi sotto) e aggiungo una riflessione…

La storiella, che è bella e merita

La trovi in questo mio post di Facebook. Se non riesci ad accedere scrivimi e te la invio per mail! 🙂

La riflessione sull’Uomo…

Premessa senza pretese

Ci mettiamo a posto in tanti modi diversi: chi si imbelletta comprando vestiti, creme e oggetti cool; chi si mette a posto economicamente risparmiando o lavorando; chi si rilassa a yoga o meditando; chi si tonifica con lo sport. C’è chi è sempre aggiornato e chi si rimette in sesto con una vacanza. Rimettersi a posto ha a che vedere con l’immagine di sé.

Ancora un attimo e arrivo al punto…

Quello che sta succedendo nel mondo era, fino a qualche settimana fa, di fatto inimmaginabile. Sì, lo so che alcuni avevano azzardato previsioni su virus letali, pandemie e scenari tragici e che vi sono anche libri e film che narrano copioni assonanti, ma, di fatto, tutto questo non è immaginabile.

Ospedali saturi, personale in quarantena o deceduto. Le morti, tragiche per numero e solitudine. I lutti complicati dalla mancanza di un ultimo saluto. L’incredulità. E poi la spesa rispettando le distanze di sicurezza, file di persone con la mascherina, la visita medica tanto attesa ora sospesa perché non è una priorità. Le forze dell’ordine a ogni angolo, un megafono che invita a stare a casa. La gente che protesta, va in ansia, è triste e impotente. Tutti online, pure la scuola. I nonni imparano a usare le videochiamate, i bambini scoprono come si fanno le cose in casa. Tutti si adattano o si ribellano in un gioco di equilibri che ricorda la guerra. Non siamo in guerra, ma sembra e in tanti cercano un nemico nel governo, nel vicino, in casa.

Mi fermo perché ci sono così tanti aspetti e sfaccettature che lascio a te aggiungere ciò che non ho descritto.

Rimettere a posto l’Uomo oggi è complesso perché…

Come ho scritto poco sopra, tutto ciò era inimmaginabile, ossia non aveva un’immagine mentale che lo rappresentasse. Ora sì, ha un’immagine all’interno della quale ci sei tu con i tuoi vissuti ed emozioni, i pensieri e i dubbi, gli adattamenti che hai messo in atto. Come uomo, sei cambiato. Come donna, sei cambiata. Da quando è iniziato tutto questo anche tu non sei come prima.

Per questo potresti non riconoscere te stesso/a e gli altri: l’immagine della vita è cambiata. Rimettersi a posto è complesso perché l’immagine da mettere a posto non è quella di prima, è quella attuale. Rimettere a posto l’uomo, singolarmente e collettivamente, ha a che fare con la nuova immagine, in parte ancora sconosciuta.

Oltre la paura ci sei tu

Oltre la paura di questo momento, lo sconforto o i sensi di colpa per aver contagiato qualcuno; oltre la noia, l’ansia, la rabbia, ci sei tu. Quello nuovo, quella nuova, che conosci solo in parte. La psicologia in questo momento storico ha funzioni diverse, una tra le quali è aiutarti a rimettere a posto l’immagine, per riprendere a vivere (V grande) quando si potrà.

Quindi buoni i supporti psicologici una tantum per la regolazione delle emozioni, il defusing, per decomprimere; essenziali i percorsi di sostegno in questi lutti complessi; importanti i numeri gratuiti per chi vive episodi di violenza casalinga. Necessari già oggi e ancora più tra qualche tempo, spazi dedicati alla ricostruzione personale.

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