A cosa serve la parola dell’anno? È un accompagnamento, un promemoria, una direzione che ti può aiutare nelle scelte del nuovo anno. Negli ultimi anni usata da aziende e imprenditori, questa tradizione si è fatta largo anche nel quotidiano. Ecco come trovare la tua parola dell’anno.

Come il colore Pantone® dell’anno

Ogni anno, suppergiù a dicembre, si scopre il color Pantone® dell’anno successivo. Pantone® è un’azienda che ha prodotto un sistema di catalogazione dei colori per facilitarne l’identificazione nel settore delle grafica – e non solo -. Ogni anno, il colore proposto da Pantone® fa tendenza e per il 2020 l’azienda ha proposto il Classic Blue che accompagna con le seguenti parole: rassicurante, senza tempo, elegante nella sua semplicità. L’azienda aggiunge che questo colore ricorda il cielo al tramonto, offre la promessa di proteggere e fa risaltare il desiderio di avere fondamenta solide su cui costruire.

La parola dell’anno

Anche la parola dell’anno vuole darti una suggestione simile: la parola che emerge porta con sé contenuti, emozioni, propositi, evocazioni… un po’ come il color Pantone® dell’anno. Non è solo un colore. Come non è solo una parola. 

Come si trova la parola dell’anno?

Non esiste un modo unico. Qualcuno sceglie di puntare il dito a caso su un testo scritto, qualcuno lascia che emerga durante una meditazione. Qualcuno la sceglie sulla base delle riflessioni che sta già facendo e sul progetto che sta costruendo per l’anno successivo. Altri ancora si lasciano ispirare dalla natura, da immagini o canzoni
Lo scorso anno mi sono divertita a usare un metodo che ha messo a punto una collega che conosci già, se segui il blog, la dott.ssa Simona Muzzetta. Creativa come me, ha integrato gli strumenti che ci piacciono di più per aiutare a trovare la parola dell’anno. In sintesi, Simona suggerisce di scegliere immagini, testi, canzoni da cui trarre liste di parole. Le liste di parole vengono organizzate per affinità in gruppi e, secondo un sistema di scrematura e ri-creazione di gruppi di parole affini, si arriva alla parola dell’anno.

La mia parola 2019 era…

Per questo 2019 sono stata accompagnata dalla parola Luna. Ho associato la parola alla ciclicità, al ritmo, alla possibilità di brillare in alcuni momenti e spegnere le luci in altri. Mi è servito molto da un punto di vista personale e professionale perché mi ha permesso di tenere il monitoraggio dei miei ritmi e non andare sempre a 100 all’ora. Ho faticato a rallentare e qualche volta ho faticato pure a riposare. In ogni caso, penso di aver seguito abbastanza bene la direzione che mi ha indicato la mia parola 2019.

La mia parola 2020 è…

Nel 2020 la parola che mi è saltata fuori è Minimal. Per me significa raffinatezza, qualità, “meno è meglio”. Associo questa parola a una citazione di Coco Chanel che ogni tanto uso nei percorsi. Lei disse qualcosa del tipo: “Prima di uscire, dai uno sguardo allo specchio e togli qualcosa. Ora è perfetto”. Come dire, togli un accessorio, quel cardigan, il cappello o gli orecchini. Togli qualcosa perché il look sia perfetto.
Ecco, quest’anno sarò accompagnata da Minimal e mi accorgo di aver già iniziato! Sto acquistando prodotti no waste, ossia con la minor quantità possibile di imballaggi e materiali che facciano spazzatura; ho comprato un tavolo più piccolo per lo studio, che rende più arioso l’ambiente; esco con una sola borsa al mattino, lasciando a casa il pc.

A fine 2019 in pratica, senza saperlo ancora, mi stavo raccordando con il 2020: da Luna a Minimal; da una ciclicità che concede le pause a uno stile di vita meno… ingombrante!

 Buon inizio anno! 

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