In questo periodo non hai voglia di fare niente? Be, è evidente dalla frase stessa che hai bisogno di fare qualcosa! Alla fine di questo articolo saprai come funziona la voglia di fare niente e, se vorrai, come trasformarla in brio e voglia di fare.

Premessa: la doppia negazione

La frase che fa da titolo all’articolo contiene una doppia negazione. Ciò significa che contiene due “non”: Non (primo non) ho voglia di fare niente (secondo non). Da un punto di vista formale, è come stessi dicendo che hai voglia di fare qualcosa, cioè che non hai voglia di fare quella cosa che si chiama “niente”, ma vorresti fare qualcos’altro.

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Un po’ arzigogolato, ma molto sensato, no? Ebbene, quando ti capita di dirti che non hai voglia di fare niente, in realtà considera che c’è, sicuro, qualcosa che vorresti fare.

“Non ho voglia di fare niente” è una protesta

Nel momento in cui stai pronunciando questa frase, anche se ti potrebbe apparire come una lamentela lagnosa, in realtà è una protesta. Stai comunicando, a te stesso/a e agli altri, che non ti va bene quello che sta accadendo e che hai bisogno di qualcosa, anche se potresti non avere chiaro cosa. La protesta è, in parte, una richiesta di aiuto e potrebbe capitarti che gli altri la colgano esattamente come tale, iniziando a suggerirti ipotetiche attività, per lo più che non ti soddisfano. È successo, vero?

Un modo per iniziare a capirci qualcosa e fare chiarezza è sostituire quel “niente” della frase con qualcos’altro.

Cosa vuoi al posto di “niente”?

Puoi chiederti: “Dato che non ho voglia del “niente”, cosa voglio al suo posto?” Come dire, se non vuoi il niente, cosa potresti metterci al suo posto? Bada che alcune persone di fronte a questa domanda possono pensare di non avere risposta e rinunciare, ma tu non mollare! Cerca la risposta: c’è!

E se, proprio proprio, non ti viene in mente, puoi prendere in prestito una di queste due risposte passe-partout.

Risposta passe-partout #1: Bisogno di riposo

Una possibilità è sostituire il “niente” con il riposo. Potresti avere bisogno di non fare e fermarti, di prenderti una pausa, di dormire o fare qualcosa di rilassante. In questo caso, la sensazione di non avere voglia di fare niente dipende dalla stanchezza e dalla voglia di riposo.

Risposta passe-partout #2: Bisogno di stimoli

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Un’altra possibilità è sostituire il “niente” con qualcosa di stimolante, piacevole, divertente. Potresti avere bisogno di vivacità, brio, risate oppure di creatività, novità, sorpresa. In questo caso, la sensazione di non avere voglia di fare niente dipende dalla noia e dalla voglia di stimoli.

Quando ti pare non ti piaccia niente…

Qualche volta, alla mancanza di voglia di fare si associa la mancanza di interesse e di piacere per cose che, di solito, ti piacciono. Di nuovo, puoi considerare la frase nel modo che hai appena appreso seguendo il principio già descritto. “Non mi piace niente” è una frase con doppia negazione e indica che, in realtà, hai bisogno ti piaccia qualcosa e vuoi trovare quel qualcosa che sostituisca il “niente”. Questo bisogno deve essere molto importante per te perché attraverso la frase “Non mi piace niente” stai protestando e chiedendo un cambiamento.

Possibili cause di apatia e anedonia

Non avere voglia e non provare interesse in gergo si chiamano apatia e anedonia e possono associarsi anche ad abulia (che è una sorta di mancanza di motivazione e intenzione che porta a non saper decidere e a restare inerti).

Fermo restando che vanno considerate eventuali cause organiche, ormonali o legate all’assunzione di farmaci, si possono rintracciare cause anche nella storia e nelle esperienze della persona. Ad esempio, una persona che ha imparato a ricercare la perfezione, può trovarsi sotto pressione e avere bisogno di riposo; una persona che vive compiacendo gli altri potrebbe sentire una sorta di vuoto nella sua vita perché non c’è spazio per quello che le interessa davvero e avere bisogno di stimoli. Chi si sforza, chi tiene duro, chi pensa di non avere valore, di non poter essere se stesso/a vive ripercussioni simili. Le cause, quindi, non sono univoche e vanno esplorate con cura.

Rischi e conseguenze del “niente”

Potresti decidere di lasciar perdere e non interessarti ad aiutarti attraverso questi piccoli esercizi, tuttavia è bene tu sappia che corri un rischio. La noia e la stanchezza sono segnali di stati dell’organismo che, non considerati, possono peggiorare e trasformarsi piano piano in depressione o in stress (distress, disturbi d’ansia e patologie da stress).

Sai già che la soluzione sta in un aiuto psicologico. In particolare se ti sembra che da solo/a non riesci a produrre il cambiamento che ti serve o se ti pare di non avere voglia nemmeno più di provare a cambiare. In tal caso il mio non è un invito, ma una prescrizione: scegli lo psicologo che senti più adatto a te e prendi appuntamento. Ora.

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