La voglia di essere amati e amate è il topic di questo articolo, volto a raccontarti come questa voglia influenzi comportamenti, scelte, emozioni e relazioni.

Partiamo dai perché

In etologia e nelle scienze psicologiche, umane e della salute si ha cura di tenere a mente quattro tipi di perché. Si chiamano i Perché di Tinbergen, dal nome dell’etologo che li definì. Potrebbe interessarti in tal senso leggere un articolo di qualche anno fa che si intitola Caro Psicologo, mi dici perché faccio così?

La numerosità dei perché, ben quattro, chiarisce come mai sia così difficile dare spiegazioni ai propri comportamenti, a pensieri o emozioni. In pratica, non esiste un perché univoco e l’esplorazione dei perché può essere articolata e complessa.

Un perché avrà a che fare con qualche fatto e circostanza contingente; un altro con lo sviluppo e il funzionamento della persona; un’altro avrà una funzione biologica; un altro ancora sarà collegato con l’evoluzione della specie. Vi sono differenze in alcuni casi sottili tra questi quattro perché, anche se a esplorarli si notano distintamente le quattro tipologie.

I perché della voglia di essere amati

Seguendo le indicazioni di Tinbergen, quindi, una persona che desidera essere amata potrebbe avere questi perché:

  1. Ha vissuto un momento difficile recentemente e ha bisogno di apprezzamento e amore;
  2. Durante il suo sviluppo ha fatto esperienza di carenza d’amore;
  3. La vicinanza e il senso di appartenenza hanno una funzione benefica per l’organismo;
  4. La specie umana si è evoluta in gruppo e l’uomo è un animale sociale.

Nel percorso psicologico come usiamo i perché?

I punti 3 e 4 della lista precedente sono considerati una sorta di base biologica di cui tenere conto. Questo permette di dare una cornice normalizzante anche ai comportamenti di ricerca d’amore più affannosi che ricordano le dipendenze. Diventano specifici, invece, i punti 1 e 2 che richiedono un’esplorazione diretta con la persona. Infatti, nessuna teoria può avere risposte univoche riguardo le esperienze personali remote e recenti e solo la persona stessa potrà avere un livello di dettaglio e di conoscenza della propria storia da aiutare a dipanare la matassa.

Il quinto perché

Il quinto perché ha a che fare con lo scopo e l’intenzione e è molto prezioso. Può essere delicato da toccare perciò non giocarci come fosse niente. Questo perché risponde alle domande:

  • Perché è importante per me essere amato/a?
  • Cosa ottengo, oltre all’amore, quando sono amato/a?

Qualche volta è utile immaginare di avere davanti una scheda da compilare in cui trovi scritto: “Per me è importante essere amato/a perché_____________________________________________________” La riga corta da compilare ti permette di riflettere sulla risposta in modo sintetico e iniziare a dare forma al quinto perché.

Un’altra funzione utile del quinto perché

Il quinto perché ha anche un’altra funzione che potrei definire antecedente rispetto a quello che sto scrivendo. A volte le persone non sanno di avere bisogno d’amore. Portano questioni di diverso tipo: di regolazione emotiva e difficoltà relazionali, di incertezze professionali, di confusione e disallineamento con i propri obiettivi e valori… e, nel parlarne attraverso le lenti del quinto perché, possono scorgere che tutta quella rabbia è voglia di amore, le incertezze professionali voglia di riconoscimento e apprezzamento, la confusione un esito di tanto amore e attenzioni dati agli altri senza bilanciare con quelli per sé.

Per scoprire il bisogno di amore il quinto perché torna utile. Di solito lo uso per scovare il diamante nascosto dietro il problema presentato. Questo perché può portare a tante risposte diverse e a dare direzione al percorso psicologico. Qualche volta e un po’ di più di qualche volta, questo diamante nascosto parla di voglia di essere amati.

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