Ecco a cosa serve la struttura del tempo, secondo Eric Berne: a evitare la noia. 

La noia, di per sé, è un’emozione utile perché da essa può scaturire un atto creativo, tuttavia, potremmo dire che il messaggio della noia, quando si fa sentire è:

Hai bisogno di stimoli!

Perché dare una struttura al tempo?

A dire il vero, dirai, quando senti stanchezza e bisogno di riposo e scegli di non fare attività, stai bene! Non ti annoi e non hai bisogno di strutturare il tempo in modo diverso, di essere stimolato/a! 

Sì, è così. Infatti la noia arriva quando potresti fare qualcosa, ma non lo stai facendo e il tempo comincia a far sentire la sua consistenza densa tutto intorno a te, appesantendoti. Di qui, il bisogno di strutturare il tempo. Va detto, anche, che Berne prende in considerazione pure il riposo, tra le modalità in cui si può strutturare il tempo. Eccole qui!

I sei modi per strutturare il tempo, secondo Berne

Sono sei, i modi pensati dallo psichiatra americano deceduto nel 1970:

  1. Isolamento
  2. Rituali
  3. Passatempi
  4. Attività
  5. Giochi
  6. Intimità

Te li racconto uno per uno…

Isolamento

Ti isoli quando ti allontani dagli altri fisicamente o psicologicamente. A volte si usa l’isolamento per rilassarsi, ricaricare le batterie, dedicare tempo a se stessi… Altre volte l’isolamento è usato per allontanarsi con la fantasia da una conferenza noiosa; altre ancora ti può capitare di non ascoltare le parole di una persona che ti sta raccontando qualcosa o, potresti isolarti per evitare una discussione, magari ritirandoti in un’altra stanza.

Rituali

I rituali sono tutti quei tipi di comunicazione e relazione che seguono regole stereotipate: “Buongiorno”, “Buonasera”, “Come stai? Bene e tu?”, “Come posso aiutarla? Do un’occhiata, grazie!”. Questo tipo di comportamenti permettono di avvicinarsi e strutturare il tempo secondo precisi protocolli sociali.

Passatempi

I passatempi sono poco più dei rituali. La differenza principale sta nel fatto che sono meno strutturati e vi è più spazio per varianti personali. Si tratta di transazioni comunicative, ad esempio, sul meteo, le ultime notizie, le ricette di cucina, i modi per crescere i bambini, le auto o lo sport.

Si tratta di scambi superficiali che puoi incontrare tra persone che non si conoscono bene, a una festa, in un luogo pubblico, oppure alla macchinetta del caffè al lavoro. Sono modi per passare il tempo, stare insieme senza un coinvolgimento intimo, esplorare l’altro.

Attività 

Le attività sono proprio attività che le persone fanno da sole o con altri, ma, comunque, in un contesto sociale: inviare una mail, parlare con un cliente, caricare un camion, costruire un muretto, operare un paziente, cucire un vestito, cucinare…

Nelle attività la tua energia è rivolta a un obiettivo concreto.

Giochi

Un gioco è uno scambio relazionale che finisce con una sensazione di dejavu, spesso associata a disagio perché qualcosa, nella relazione, non ha funzionato o sta lasciando l’amaro in bocca.

Spiegare in poche righe i giochi è piuttosto ostico, ma considerali parte di uno schema comportamentale appreso che è talmente familiare da non farsi notare subito. Cosicché, appena iniziato il gioco non capisci subito di esserci entrato  e solo dopo un po’ ti trovi nella situazione di chiederti cosa stia succedendo. I giochi possono essere più o meno innocui, ma comunque scomodi e intrappolanti a causa dei loro messaggi nascosti.

Intimità 

Per intimità si intende, qui, uno spazio di condivisione senza messaggi nascosti. Uno sguardo gioioso intrecciato durante un concerto, una carezza alla persona amata, un abbraccio in un momento di tristezza, la soddisfazione nello sguardo del collega con cui si è appena collaborato per un importante lavoro…

L’intimità, nelle sue diverse apparizioni, è uno scambio autentico.

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Qual è la tua struttura temporale? 

Disegna un cerchio e dividilo in sei spicchi, ognuno di dimensioni diverse, in base a quanto tempo pensi dedicare ai sei modi per strutturare il tempo che descrive Berne. Crea, insomma, una sorta di grafico a torta.

Osserva la distribuzione che hai scelto di indicare: cosa ne pensi? Va bene per te oppure vorresti fare qualche modifica?

Pensi di usare il tuo tempo a modo tuo oppure di subire le influenze dei tuoi modelli educativi oppure di qualcuno che ti è accanto ora?

Lotti contro il tempo? Ammazzi il tempo? Te lo godi?

Vivere in tempo

Un paio di anni fa, per una coincidenza di eventi, ho preso contatto diretto con l’importanza di vivere in tempo, cioè ora. Vivere in tempo è, per me, dare più spazio all’intimità – e di conseguenza a scambi autentici -, pur preservando piccoli spazi di isolamento e la disponibilità a stare in attività e  in scambi sociali meno intimi.

Il tuo modo di vivere in tempo, ossia di sentire che stai vivendo bene il tempo a tua disposizione ogni giorno, può essere diverso dal mio. Nonostante questo, lo scopo è lo stesso: la soddisfazione per il tuo modo di vivere la quotidianità. Senza perdite di tempo.

Cerchi un modo per vivere bene ore e giorni? 

Scrivimi a ciao@francescafontanellapsicologo.com e collaboreremo per ridare equilibrio ai tempi delle tue giornate.

 

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