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Cos’è una soluzione – un approccio – biopsicosociale? Puoi intuirne la natura scomponendo la parola nelle sue tre componenti: bio, psico, sociale.

La componente bio

La componente “bio” è data dal corpo. La salute passa necessariamente per un corpo sano. Pertanto, la cura del corpo è essenziale: alimentazione,
la possibilità di muoversi e stare all’aperto, cura del proprio aspetto, accertamenti medici regolari, sono alcuni dei modi in cui ci si può prendere cura della componente “bio”.

La componente “bio” è determinata, anche, dai correlati ormonali e fisiologici che possono causare scompensi organici ed emotivi e dalle sensazioni fisiche associate alle esperienze di vita.

La componente “bio”, infine, tiene conto delle somatizzazioni, ossia di embodied emotions – emozioni incarnate -. Le somatizzazioni, grossolanamente, possono essere descritte come emozioni ed esperienze trattenute a livello corporeo e, per questo irrigiditesi a livello organico.

La componente psico

La componente “psico” si riferisce a pensieri, emozioni, abilità cognitive, caratteristiche personali, schemi di reazione agli eventi di vita…

Questa componente ha a che fare con i pensieri che hai tutti i giorni riguardo te stesso, la vita e gli altri; le emozioni che provi e il modo in cui le vivi; le tue risorse cognitive; le tue abilità, competenze; il modo in cui affronti le difficoltà e il modo in cui ti relazioni agli altri.

La componente sociale

La componente “sociale” è legata al contesto in cui vivi: ambiente familiare ed educativo; amicizie; tipo di lavoro; territorio e ambiente; norme sociali, culturali e legali del tuo paese.

Questa componente rappresenta l'”habitat” che ti ospita e che interagisce con te. Sia esso quello d’origine o un ambiente conquistato in seguito.

Un approccio… olistico?

Parola abusata, nevvero? Olistico sta per integrato, comprensivo di diversi aspetti tra loro interconnessi. Quando si parla di approccio biopsicosociale, si definisce, di default, un approccio di tipo olistico. Ogni componente ha un ruolo determinante e influenzante le altre; lavorare con una componente implica un riflesso sulle altre. Lavorare con tutte e tre le componenti potenzia l’efficacia del trattamento.

Il trattamento psicologico secondo un approccio biopsicosociale

Lavorare secondo un approccio biopsicosociale significa tenere a mente, dal primo momento, le tre componenti e scegliere se lavorare con una, due o tutte e tre. La scelta dipende da fattori puramente tecnici e il contesto non è adatto per argomentare, nel dettaglio. Lo psicologo valuterà la fattibilità di lavorare con la triade di componenti e, se non lo riterrà agibile, si occuperà di potenziarne una, per facilitare l’evoluzione – il cambiamento – anche nelle altre.

Lavorare con la componente “psico”

Ci si aspetta che uno psicologo lavori con questa componente! 🙂 Di conseguenza, nulla di nuovo che lo psicologo lavori con te su emozioni, pensieri, abilità, schemi relazionali, ecc…

Ognuno di questi sottoelementi della componente “psico” interagisce con gli altri, pertanto, il sistema psicologico è un tutt’uno integrato, ricco e con molte possibilità di aggancio per il cambiamento. Per dire che, già con la componente “psico”, si può ottenere un potenziamento ottimo.

Aggiungere la componente “bio”

La componente “bio” implica avere cura di esplorare lo stile di vita della persona, gli aspetti su cui può agire in autonomia un cambiamento e, soprattutto, monitorare possibili implicazioni di tipo organico. Due esempi tra tutti: un disturbo fisico non necessariamente ha una componente psicologica rilevante come concausa; un disturbo psicologico può – anche – necessitare di un supporto farmacologico.

Questa componente implica un altro aspetto interessante: l’utilizzo di corpo e sensi per facilitare il risultato psicologico che si desidera ottenere. Tecniche di rilassamento, esercizi di espressione corporea, tecniche psicofisiologiche, hanno cura della componente “bio”.

Aggiungere la componente “sociale”

La componente sociale talora è agilmente esplorabile e accessibile come strumento di lavoro, tal’altra no. Ad esempio, i familiari potrebbero essere capaci di supporto oppure sabotare eventuali progressi; il contesto sociale e economico potrebbe essere una piattaforma comoda oppure uno spazio ostacolante. Il contesto può essere coinvolto direttamente nel percorso psicologico oppure può essere coinvolto in modo “silente”, attraverso esperimenti relazionali elaborati con lo psicologo e agiti “in segreto”.

Quando è utile un approccio biopsicosociale?

Un approccio biopsicosociale è utile, di fatto, sempre. Ogni volta in cui è possibile lavorare con tutte e tre le componenti, è suggerito farlo. In ogni caso, anche quando si lavora con una sola di esse, è bene tenere a mente i contributi delle altre e le ripercussioni su di esse.

Quando noti una difficoltà psicologica, relazionale, emotiva, in te stesso o negli altri, considera che gli aspetti da considerare sono almeno tre: bio, psico, sociale.

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