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Emozioni e pensieri sono filtrati dai sensi. In quest’ottica è intuitivo poter regolare l’ansia con l’aiuto dei sensi. Se il filtro è sensoriale e lavoriamo con il filtro, possiamo produrre effetti sull’oggetto filtrato. Dai che ora mi spiego meglio!

La metafora di Garroni

Conosci il filosofo Emilio Garroni? Egli suggerì che conoscere il mondo attraverso i sensi sia una condizione simile a quella di un insetto fossile racchiuso nell’ambra.

Ammetto che possa suonare un poco sinistra come metafora, ma, mettendo da parte il fatto che tu sei vivo e vegeto e non sei un fossile, proviamo a capire cosa intende Garroni. Ci dice, con la sua metafora, che siamo immersi proprio nel mezzo attraverso cui osserviamo – conosciamo – il mondo e non possiamo uscirne.

L’ambiente sensoriale è quel qualcosa che, proprio perché c’è, ci fa stare in contatto con il mondo. Ahinoi, la condizione umana contempla anche che alcune vie sensoriali non siano integre. Sebbene il cervello sia plastico e, dove possibile, compensi potenziando altri sensi, va da sé che l’esperienza sia diversa. Comunque, anche se diversa, resta filtrata da almeno un senso – da almeno uno strato di ambra -.

Sensazione e percezione

I sensi filtrano gli stimoli sensoriali e il sistema percettivo da loro un significato e un valore: colori, luminosità, caratteristiche del suono, caldo, freddo, amaro, dolce, profumato, puzzolente…

Il sistema è preciso e ci dice anche che si tratta di profumo di cannella, sapore acido di limone, colore rosso, luce artificiale, caldo bollente o tiepido, freddo ghiaccio o fresco. Ci dà anche sensazioni e percezioni di intensità tattile: lieve o forte, piacevole o doloroso… Ci offre anche informazioni sulla posizione del nostro corpo attraverso una modalità sensoriale e percettiva chiamata propriocezione.

Il famosissimo “momento presente”

Negli ultimi anni, professioni diverse, con obiettivi diversi, ci hanno riempito la testa di: hic et nunc, qui e ora, vivere il presente.

Quando la moda prende la mano in questo modo, qualcosa in me diventa oppositivo e, in quattro e quattr’otto, ho scelto di mettere da parte questo tipo di terminologia e non scivolare nell’abusata retorica. Mi sta stretta, che ci vuoi fare!

Tuttavia, parole abusate a parte, l’invito a vivere il momento presente è un alleato prezioso per regolare l’ansia.

Due parole sull’ansia

Prima di passare all’esercizio sensoriale che aiuta a regolare l’ansia e che che desidero condividere con te, ti ricordo un paio di elementi utili sull’ansia:

  • è un emozione
  • in quanto tale ha uno scopo utile, funzionale, protettivo
  • in linea generale vuole chiederti di prendere il controllo della situazione
  • si dimentica che qualche volta le cose sono fuori dal controllo

Accade quindi che, nel tentativo di prevedere il futuro, eventi e conseguenze proiettate in avanti nel tempo, l’ansia aumenti perché qualcosa, nel cervello, registra l’impossibilità di avere il controllo. Da un lato la mente non si arrende, insiste – fenomeno che denota resistenza – dall’altro rischia di far sviluppare angoscia, rabbia, tristezza e peggiorare la situazione emotiva.

Il contatto con se stessi aiuta a regolare l’ansia

Il contatto con se stessi è uno dei mantra più ripetuti insieme all’hic et nunc di cui sopra 😉

La soluzione pare stare nel contatto con se stessi, qualunque cosa voglia dire. Io, psicologicamente parlando, posso darti questa spiegazione: il contatto con se stessi passa attraverso l’attenzione. Il processo cognitivo dell’attenzione è il veicolo per entrare in contatto con se stessi perché il contatto con se stessi è portare l’attenzione su di sé.

Impresa mica facile, considerato che siamo pervasi da stimoli di 1000 e più tipi, in ogni minuto della nostra giornata… E allora? Che si fa?

Si parte da piccoli esercizi sensoriali

Un buon metodo per stare in contatto con se stessi e regolare l’ansia è veicolare l’attenzione attraverso i sensi. Alcuni approcci meditativi chiedono di portare l’attenzione sul corpo, a buona ragione. Le tecniche di rilassamento e, in particolare, il training autogeno, consentono di allenare la focalizzazione mentale su di sé. Parimenti, il focusing e altri tipi di tecniche psicologiche.

Oggi, per provare, ti propongo questo esercizio:

I 5 suoni

Fermati un istante. So che stai leggendo questo articolo e potresti trovarti in casa, in fila in un ufficio, al lavoro oppure in treno… magari sei in aeroporto o in attesa presso un ambulatorio medico oppure all’aperto, in un bel giardino o al parco… Ovunque tu sia, fermati e fai attenzione ai primi 5 suoni che sentirai.

Anche quelli lievi, anche il suono del tuo respiro se il resto rimanda silenzio. Ascolta anche il silenzio, se c’è. Allena la tua attenzione a stare sul senso dell’udito e nota 5 suoni. I primi 5. Poi ritorna alle tue attività, ma oggi, domani e dopo domani ripeti l’ascolto dei 5 suoni. Almeno tre volte al giorno e tutte le volte che senti la concentrazione scappare via, l’ansia aumentare, la vita prevaricarti…

Per approfondire gli esercizi di focalizzazione sensoriale, regolare l’ansia e avere la meglio sui picchi d’ansia, puoi contattarmi all’indirizzo ciao@francescafontanellapsicologo.com

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