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Ho ricevuto da alcuni colleghi che si avviano alla professione la domanda che hai appena letto nel titolo dell’articolo “Consulenza a Seduta Singola o colloquio gratuito?“. Colgo l’occasione per riportare qui le informazioni che ho condiviso con loro e che ritengo siano utili anche per chi, un primo colloquio di psicologia, lo sta per chiedere.

Il primo colloquio

Il primo colloquio può essere utilizzato in modi diversi. Alcuni psicologi scelgono di usare il tempo per conoscere la storia della persona in modo abbozzato e parlare del loro approccio.

Altri prediligono fare un primo colloquio breve, di una ventina di minuti, come fosse una sorta di selezione e accettazione della richiesta.

Altri ancora utilizzano il primo colloquio come parte integrante del lavoro psicologico. Tra essi, alcuni prediligono condurlo come fosse l’unico, per ottimizzarne i risultati.

Qual è il modo giusto?

Ognuna delle modalità sopra descritte e eventuali altre che ho dimenticato di elencare hanno una funzione, un’utilità e una cornice epistemologica – ossia delle ragioni specifiche – per cui sono scelte.

Per questo non è possibile dire a priori quale modalità sia quella giusta e il tuo psicologo ti informerà sul modo in cui sarà svolto il primo colloquio nel suo modello e sulle tariffe.

Colloquio gratuito, sì o no?

Ebbene, dipende. Nel caso in cui il professionista scelga di proporre un primo colloquio breve, di accettazione, oppure un colloquio volto a conoscere in modo grezzo la storia della situazione di difficoltà, può – può! – decidere di offrirlo gratuitamente. Lo feci anche io, anni fa. In questo caso, non ci si può aspettare che il colloquio offra soluzioni e strumenti. Sarà una sorta di incontro conoscitivo che prelude una serie di incontri successivi. La decisione spetta comunque al professionista che valuterà se attribuire un costo al tempo trascorso in studio per questa prima fase, oppure no.

Nel caso in cui il professionista scelga di lavorare psicologicamente sin dal primo incontro, trovo che non vi siano dubbi: l’incontro merita un corrispettivo economico. La persona potrebbe cogliere dall’incontro ciò di cui ha bisogno e, per questo, non avere necessità di incontri successivi. Così fosse, il primo incontro gratuito non avrebbe alcun senso per un professionista che fa del suo servizio un lavoro.

Contestazione frequente…

Vorrei conoscere lo psicologo prima di potermi fidare di lui!

Il professionista che ti offre il primo colloquio gratuito ti dà la possibilità di conoscerlo proprio attraverso questa esperienza introduttiva; il professionista che predilige, invece, lavorare con te da subito e quindi offre il primo incontro a pagamento, di solito si presenta con chiarezza online, attraverso pagine social e sito.

In entrambi i casi, il professionista ti sta offrendo informazioni su di sé, il suo tempo e la possibilità di capire come lavora. Questo articolo e, ancor più quelli specifici che descrivono fenomeni psicologici e soluzioni hanno esattamente questa funzione: sono un servizio gratuito che ti offro per farti conoscere come lavoro, che tipo di persona incontrerai se chiederai la mia consulenza, che tipo di psicologia ti offrirò. Quando verrai da me, mi avrai già conosciuta e scelta e potremo lavorare dal primo minuto insieme.

La logica della consulenza a Seduta Singola

Lavorare in un’ottica di consulenza a Seduta Singola significa lavorare considerando ogni colloquio come se fosse l’unico. In questo modo, il focus è preciso, l’attenzione dedicata alla difficoltà e i risultati creati e costruiti sul momento, ad hoc, nel rispetto della tua unicità. Sebbene ogni incontro sia trattato come se fosse l’unico, la porta resta aperta ossia: dopo il primo colloquio, ne puoi fare quanti ne vorrai e quanti ne serviranno. Ogni storia è a sé e avere al pretesa di quantificare il numero esatto di incontri a tavolino sarebbe un azzardo poco professionale.

Durata del primo colloquio

Sì, lo hai già immaginato: la durata è a discrezione del professionista. Diversi anni fa lasciavo un tempo illimitato al primo colloquio, ma ho notato due complessità che mi hanno fatto cambiare direzione:

  1. Senza la misura del tempo, il tempo si usa male. Ti è mai capitato di avere una giornata libera e di accorgerti, a fine giornata, di non aver combinato niente? Ecco, ho notato un effetto simile. Il tempo lasco rischia di penalizzare attenzione focalizzata e rispetto dell’obiettivo identificato.
  2. Alle persone interessa sapere quanto durerà l’incontro. La gente ha una vita piena e se prende un appuntamento ha bisogno di sapere se ci vorrà un’ora o mezza giornata. Legittima richiesta.

Aggiungo che io stessa, sapendo quanto temo ti dedicherò, ho più facilità a pianificare la mia giornata lavorativa. Pertanto…

Il mio primo colloquio dura circa un’ora e mezza e, per far sì che sia usato appieno, al momento dell’appuntamento ti invio a casa il consenso privacy così puoi compilarlo e firmarlo con calma senza scippare tempo prezioso al tuo incontro di benessere psicologico.

Bene, credo di aver detto tutto. Per ulteriori domande, che tu sia un collega o che tu voglia chiedermi una consulenza, mi trovi qui: ciao@francescafontanellapsicologo.com

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