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Dai, quest’anno cade a pennello e non posso fare a meno di raccontare la storia del capitolo 19, proprio adesso che ci accingiamo a entrare nel 2019!

Forse la conosci già, perché hai letto Kairòs, perché da qualche parte in questo blog la hai già trovata – per esempio… alla fine dello scorso anno! –  oppure perché hai incontrato le storie di Bucay o, ancora, perché te la ho raccontata io durante un colloquio o perché la hai letta su qualche pagina web.

Fosse così, te la racconto di nuovo. Altrimenti, sarà un bella sorpresa.

Comunque, rispetto la tradizione e la consueta narrazione! 😉

La storia del capitolo 19 insegna che…

Insegna a dare una svolta, a essere consapevoli di poter produrre un cambiamento, a sentirlo nelle proprie mani. Insegna, anche, a notare che la propria storia è dentro un continuum in cui, a qualunque capitolo tu sia arrivato, sei comunque dentro la storia. Dentro le storie, ci dice la terapia narrativa suggerendo che la nostra vita contiene così tante diverse sfaccettature da risultare irrealistico il tentativo di raccontarsi in un solo modo.

Per dire, insomma, che puoi parlare di te come di una persona che ha sofferto molto, ma anche come di una persona che ha saputo resistere e farcela. Puoi raccontarti come una persona di successo, anche se qualche volta hai sbagliato. Puoi raccontare che ami il viaggio e l’avventura, ma quest’anno hai avuto bisogno e voglia di riposo.

Torniamo alla storia del capitolo 19

Ebbene, a partire da questo accenno alla “morale” della storia, ti invito a leggere questa bella storia, nella versione modificata che sto per proporti. La ho modificata perché la versione che conosco ha una connotazione religiosa cristiana e credo che sia così universale che darle un contesto di credo specifico le faccia poco onore. Ho, quindi, optato per l’elisione del credo di riferimento, mantenendo solo la struttura di un contesto i cui uno dei protagonisti è un religioso, senza connotazione.

Inizia, ora, la lettura…

La storia del capitolo 19

L’ Imprenditore era solito, ogni anno, donare un’ingente somma di denaro a una struttura religiosa.
Piuttosto impegnato, non si era mai recato presso il luogo sacro, ma inviava un suo dipendente
a consegnare in sue veci il denaro. 

Quell’anno, fece diversamente e il responsabile della struttura religiosa vide arrivare da lontano, a piedi e avvicinarsi a lui un uomo chino su se stesso, con lo sguardo spento e privo di energia che si presentò come “L’imprenditore”.

Costui, sull’orlo della bancarotta, abbattuto dal dolore per l’imminente fallimento della sua azienda e roso dal senso di colpa per alcune scelte sbagliate, si stava recando di persona a consegnare l’assegno.

Raggiunto il responsabile della struttura, l’imprenditore disse: “Mi spiace non poter donare di
più: quest’anno la somma è la metà degli scorsi anni e, purtroppo, non mi sarà più possibile fare
al tre donazioni. Sto fallendo.”. 

Il religioso, preoccupato per la situazione finanziaria dell’imprenditore, si premurò di riconsegnargli l’assegno e, al rifiuto dell’altro, disse: “Lasci, almeno, che le dia un aiuto. Un tempo, i credenti, quando si trovavano in difficoltà, erano soliti aprire a caso un testo sacro e puntare il dito su una pagina: lì, dove capitava di puntare il dito, vi era la risposta ai loro  problemi”. 

L’imprenditore apprezzò il tentativo di aiuto del religioso, sorridendone tra sé per l’ingenuità, salutò mestamente e solennemente e si avviò verso casa.

Una volta giuntovi si chiese perché non provare a seguire il suggerimento appena ricevuto e prese dalla libreria un testo sacro. Lo aprì a caso, puntò il dito e lesse. 

Sei mesi dopo…

Il responsabile della struttura religiosa vide sopraggiungere una lussuosa auto da cui scese un uomo ben vestito, energico, sicuro di sé e riconobbe in lui l’Imprenditore. Sorridente l’uomo, con orgoglio e soddisfazione porse un assegno dicendo: “Ecco la somma restante! E… raddoppiata!” 

Il religioso, positivamente sorpreso da quanto stava accadendo, rispose: “Mi fa davvero piacere vedere che le cose siano tornate ad andare bene! Mi racconti, come ci è riuscito?”.

L’imprenditore rispose: “Ho seguito il suo suggerimento e ho puntato il dito su un testo sacro”.

“Davvero? Ebbene, cosa c’era scritto?”

“Capitolo 19.”

“E cosa c’era scritto nel capitolo 19?”

“Ah non lo so! Ho puntato il dito sopra il titolo che diceva, per l’appunto, ‘Capitolo 19’.”

“Mi scusi, non capisco…” 

“Bè, ho pensato che, a prescindere da quello  che ci fosse scritto nel capitolo 19… il capitolo precedente, il 18, era finito!”

(Rielaborazione da Bucay, 2013)

E così, l’Imprenditore, aveva cominciato un nuovo capitolo, fiorente, della sua vita.

Buon 2019!

Auguro anche a te di iniziare al meglio il tuo capitolo 19 ché – anche con questa citazione rispetto la tradizione – …

La tua storia, a qualunque capitolo tu sia arrivato, è una narrazione di valore. (Payne)

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