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Dopo un percorso psicologico, cosa succede? Quando vai avanti in autonomia, cosa ne è degli incontri vissuti con intensità, delle riflessioni, fatte, della relazione con lo psicologo?

Percorso psicologico: le prove generali

Ho talora considerato un percorso psicologico una sorta di spazio per le prove generali, dove sperimentare le risorse, smussare angoli o crearne dove sono utili, allenarsi alla relazione attraverso lo scambio con lo psicologo. La fine di un percorso è come il momento in cui si alza il sipario e inizia lo spettacolo.

Quello che accadrà dipende da…

…dipende da ciò che farai delle riflessioni che hai fatto. Per riflessioni intendo proprio tutto: le idee  che hai maturato, le consapevolezze che hai costruito durante il tuo percorso, le soluzioni che hai creato insieme al tuo psicologo.

Quando il percorso finisce, sei pronto a fare buon uso di tutto questo e a continuare a sviluppare nuove prospettive e possibilità.

E la relazione con lo psicologo?

Quella resta! Come disse Liotti:

La terapia finisce, la relazione resta.

Trovo molto delicata e realistica l’affermazione di Liotti. Ogni persona che incontro nel mio lavoro e che accompagno per un incontro o per anni, resta con la sua storia nei miei pensieri e sa di trovare la porta aperta. 

La vita dopo un percorso psicologico

Il percorso psicologico avrà creato un margine di consapevolezza che ti permette di proseguire in autonomia. Ti guideranno i numerosi punti di riferimento che avrai messo in luce con lo psicologo e, ogni volta che si presenterà una situazione nuova, non prevista, saprai come osservarla, esplorarla, comprenderla.

Sarà come avere la chiave per aprire tutti gli scrigni, la penna per scrivere ogni storia, l’ago per ricamare nuove trame.

Ti capiterà di ricordare frasi dette durante gli incontri, di rivedere con la mente sorrisi e lacrime, di risentire emozioni vissute su quella poltroncina o di ricordare l’atmosfera di quell’abbraccio di conforto virtuale, attraverso la videocamera. Quando passerà in radio una canzone utilizzata nel tuo percorso, ti ritroverai catapultato nel passato di quegli incontri.

Se il tuo psicologo condivide con te gli appunti degli incontri, potresti avere voglia di rileggerli e ritrovare parole utili, promemoria e incoraggiamenti nei momenti difficili.  Forse avrai voglia di ricontattarlo, per un nuovo percorso o per un aggiornamento…

Ri-contattare lo psicologo

Un messaggio, una mail, una chiamata… in tanti modi diversi mi capita di essere aggiornata da te sugli sviluppi della tua vita.

Può succedere che mi contatti per raccontare di una nascita, di un viaggio, un successo, un lutto… per condividere novità e momenti che ti hanno sorpreso e di cui sai io noterò insieme a te la sfumatura emotiva e i significati.

Forse sceglierai di fare un nuovo colloquio, per raccontarmi di te e per ospitarmi nelle nuove cose che vivi.

Quello che, forse, non sai…

Forse non sai che mi emoziono, quando mi aggiorni di te. Mi piace conoscere come stai usando le nostre riflessioni e come le hai trasformate in seguito; mi fa bene sentire che ce l’hai fatta e che hai continuato a lottare, a rilassarti, a creare, a fare ciò che desideravi fare per produrre i cambiamenti voluti. È bello per me che tu sappia di poter contare sul mio aiuto se capitasse un momento di sconforto.

Forse non sai, insomma, che mi piacciono i momenti in cui mi fai sapere come prosegue la tua vita perché anche io, quando ascolto quella canzone, non posso dimenticare il significato che ha per te. 🙂

Sei stato lì lì per aggiornarmi e non ne hai avuto il coraggio? Fallo ora! 🙂






 

 

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