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Lo ho anticipato qualche giorno fa! Vorrei raccontarti il viaggio a Creta 2018, sotto forma di taccuino di viaggio. Obiettivo? Valorizzare un’esperienza.

Perché è narrando le esperienze  – in parole, immagini o quello che vuoi tu – che si celebrano e valorizzano. Quelle belle e quelle brutte.

Oggi vi racconto di un’esperienza bella. Molto.

Partenza! Inizia il viaggio “Creta 2018”

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Partenza da Verona, alle 14 e 40 circa. Destinazione Heraclion, Creta. Poco prima le nostre borse erano cariche di costumi, asciugamano, scarpe di ricambio, occhiali da sole, libri… In testa portavo il mio cappello nuovo! Comprato online presso la Cappelleria Bertacchi di Siena – faccio pubblicità perchè la moglie del titolare è una cara collega -. Mi piacciono  molto i cappelli e, non potendo prendere il sole, ho una buona scusa per acquistarne di nuovi. 😉

Volo abbastanza comodo, di due ore e mezza circa. Non posso fare a meno di notare le persone che soffrono la paura del volo e osservo come stanno, pronta a intervenire, se utile, come una volta sul campanile a Firenze…

Arrivo in un aeroporto decisamente vintage, che mi ha strappato un sorriso per l’aria di vacanza che portava con sé e, recuperata l’auto a noleggio, ci dirigiamo verso la struttura in cui alloggeremo per 7 notti.

Rustico, come piace a noi!

Foto da cellulare… riuscita maluccio lo so!

Un ambiente rustico, bucolico, curato. Azzurro e bianco, come si confà a un’ ambientazione greca. Mobili volutamente invecchiati che fanno invidia ai migliori shabby chic, una luce nuova per noi che arriviamo dalla montagna e una sorpresa per me: cena prenotata presso la struttura!

Come in famiglia

Aspetta… mica una struttura normale! Perché Saverio, il proprietario degli appartamenti, è uno chef che ha

rinunciato alla carriera standard nella ristorazione per dedicarsi ad accogliere turisti e artisti in ritiro insieme alla sua compagna, Lydian. E proprio lì Saverio, con un fornello, un forno e tanta passione, cucina pietanze tipiche e saporite e ospita sotto il pergolato tutti coloro che desiderano mangiare in abbondanza, quello che c’è. E, se vuoi, ti insegna pure a cucinare: cooking class a Creta!

In compagnia dei figli di Saverio e degli ospiti che si susseguono nei giorni, la tavolata ha il calore e la naturalezza di un pranzo di famiglia tradizionale. Condivisione del cibo, risate, chiacchiere e la possibilità per me di rispolverare un inglese che, partito claudicante, migliora parlando. Che, se l’appetito vien mangiando…. la fluenza verbale mi vien parlando!

Le spiagge di Creta 

Creta ha spiagge splendide, distribuite in particolare a ovest e a sud. Il nostro alloggio non era proprio nel posto più comodo per visitare le spiagge – durante la prenotazione avevamo pianificato poco, forti delle nostre capacità di solution building, sul posto 😉 – , ma questo non fa desistere!

Gramvousa. Altra foto da cellulare riuscita maluccio!

Passando per il villaggio hippy di Matala e il suo risotto di luna, con erba selene (quella che schioppetta), la spiaggia con il barcone di Rethimnon, il Kotsifou canyon e la spiaggia gentile di Plakias, abbiamo anche occasione di goderci la splendida baia di Balos (Gramvousa) con la sua sabbia bianchissima e le ampie vasche di acqua bassa e smeraldina e la spiaggia d’oro dell’isola di Chrissi, uno spazio esotico e accogliente, pieno di alberi di cedro e raggiungibile con battelli più o meno improbabili 😉

Rispetto a quest’ultimo punto, potresti chiedere al mio compagno come ha vissuto la doccia incorporata con getto continuo che ha avuto la (s)fortuna di avere proprio sopra il suo seggio di viaggio!!

Il cibo a Creta 2018

Saverio a parte – le sue cene sono gustosissime! – abbiamo potuto assaggiare altri piatti tipici in angolini suggestivi: tante spezie, tante insalate di pomodori e cetrioli, tante melanzane! Feta, creme di yogurt e curiosi timballi di riso con un sapore intenso grazie al sapiente mix di spezie.

Molto bravi con il gluten free quindi via libera a chi segue una dieta per celiachia o altre intolleranze e allergie al glutine.

E poi c’è il caffè, che merita un paragrafo a parte!

Il caffè greco

Ebbene sì, non lo avevo mai bevuto! Niente di strano, dirai, dato che non ho mai avuto occasione di andare in grecia, prima d’ora.

Il caffè greco è, per me, un’esperienza goduriosa e rilassante. Scuro, bollente, amaro al punto giusto, lievemente denso. Preso in tazza doppia – ci sono le varianti – diventa una coccola da assaporare con cura. Capisco il rito del caffè, per un greco, che richiede il suo tempo. Non è una bevanda da buttare giù e ripartire – stile Milano business, per intendersi -, ma qualcosa da Vivere.

Poi, va bè, lascia stare che al mio primo tentativo ho cercato di sciogliere la polvere di caffè sul fondo, per non sprecarla. Per fortuna sono stata fermata in tempo e ho imparato che… il caffè greco è fatto così! C’ha la polverina sul fondo. Stop. Meglio non bere fino in fondo perchè l’effetto è di poltiglia con la sabbietta.

Come si beve il caffè greco: imparato. 

Le letture a Creta 2018

Da che ricordi, ho sempre avuto un libro o un giornalino con me al mare. Leggere in spiaggia o al fresco di una veranda mi pare una “roba da vacanza” irrinunciabile.

Durante la settimana ho letto, nell’ordine:

Paperino n. 457 luglio 2018 

Ho adorato la storia “Paperino marinaio per forza”. In questa storia Paperino viene fuori, con tutte le sue risorse, mostrando di sapersela cavare grazie a ciò che ha imparato nella vita. Molto psico. Molto bello.

Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

Un libro di cui ti ho già accennato su facebook. Niente spoiler anche se anticipo che se lo leggerai ti innamoreri delle stranezze e eccentricità di Eleanor.

Pesto dolce – Valeria Corciolani

Margherita, la protagonista, conosce il mondo attraverso i colori. Le sono ben chiare le sfumature arancio caldo della curcuma che colorano di una tonaltà sole riso e pietanze; sa la differenza tra il marrone pungente del cacao amaro e la severità del color caffè. Il pervinca, l’indaco, le sfumature acidule dei limoni…

Mi ci riconosco. Il mondo lo guardo così anche io.

Diventare se stessi – Irvin Yalom

Sì, lo so, non è proprio rilassante, ma ho trovato spunti di riflessione interessanti! Questo libro lo sto ancora leggendo, mi manca un pezzetto alla fine e mi ha tenuta vicina alla psicologia che, lo avrai inteso, mi piace parecchio.

Le riflessioni a Creta 2018

Una riflessione, a dirla tutta. Potrei sintetizzarla con “Vivere in tempo“, prendendo in prestito lo slogan da una persona che accompagno per una depressione reattiva.

Le sue parole, che danno origine a un’analoga mia riflessione, sono queste:

Alcune cose vanno fatte ora. Ogni lasciata è persa. Bisogna ricordare che ci sono cose che potrebbero non capitare più. Se vorrei stare sul divano e ho ricevuto un invito per una festa per i 40 anni della mia amica, mi devo e voglio ricordare che non compirà più 40 anni. Alla festa ci voglio andare, per vivere in tempo.

Ho vissuto la vacanza così, ricordandomi di viverla in tempo. Balos è piuttosto lontana da Heraclion, ma, per vivere in tempo – VIVERE in tempo –  siamo saliti in macchina e, la splendida baia nascosta, la abbiamo vissuta.

Tu cosa stai vivendo in tempo? 🙂

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