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Tra tutti, il maggiore dei pericoli per me è non concedersi il rischio di vivere la vita che si vorrebbe vivere

Paura, pericolo e rischio

Siamo predisposti biologicamente a notare e riconoscere i pericoli. L’organismo comunica la presenza di un pericolo attraverso la paura e lo fa in modo di solito rapido sebbene poco accurato – non c’è tempo di stare lì a pensare su, se il pericolo è immediato! – facendo in modo che tu possa trarti  in salvo.

La paura valuta il rischio in modo parziale perché quello che conta è proteggerti e se  c’è solo l’ombra di un pericolo, si attiva, per attirare la tua attenzione e indurti a produrre un comportamento di reazione.

Ansia e rischio

Nella quotidianità i rischi sono di vario tipo, anche se non sempre sono percepiti come pericoli per la sopravvivenza. In questi casi l’emozione che potrebbe fare capolino è l’ansia che invita a controllare, pianificare, organizzare, prevedere le conseguenze per ridurre il rischio.

Fare cose diverse è un rischio, amare è un rischio, conoscere gente è un rischio. Se mangi una cosa mai assaggiata è un rischio, viaggiare, camminare, prendere il sole sono rischi. Che ci assumiamo di correre, chi più…

… chi meno

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Alcune volte ansia e paura hanno una soglia di attivazione bassa. Significa che si manifestano anche quando il pericolo non c’è oppure il rischio è, di fatto, nullo. Alcune paure e ansie frequenti riguardano faccende quotidiane come fare una telefonata, entrare nell’ascensore, protestare per un resto sbagliato alla cassa. Chi ha la soglia emotiva bassa per paura e ansia si troverà in difficoltà a telefonare e forse rinuncerà; non entrerà in ascensore nemmeno in un grattacielo o sulla Tour Eiffel – e va detto che sarebbe un peccato -; rinuncerà pure al resto giusto con la scusa di “non volere rogne”.

Sebbene il pericolo sia basso o bassissimo e la valutazione del rischio direbbe che ci si può lanciare nell’impresa, subentra un comportamento di evitamento. Il cambiamento consiste nell’imparare a correre alcuni rischi e, soprattutto, a valutare quali rischi affrontare.

Il maggiore dei pericoli

Evitare di fare qualcosa ha una contropartita considerevole (cit.): sul momento offre sollievo anche se sposta il problema all’occasione successiva. La quale, quando arriva, è evitata in tempi brevi perché si è imparato a sollevarsi da ansia e paura rinunciando.

Questo è il maggiore dei pericoli perché, la vita, non te la fa vivere.

Resti lì, in trappola, attendendo che qualcosa cambi per cambiare tu oppure evitando di cambiare perché non sai cosa ti attenda oltre il cambiamento. Ti perdi il gusto del cammino, il piacere del panorama, l’ebbrezza di un’esperienza nuova. Un vero peccato…un vero peccato, rinunciare a salire sulla Tour Eiffel…

Leggi qui una storia di Jorge Bucay sul maggiore dei pericoli…

 

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