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Gestire bene le liti di coppia è possibile? Il verbo “gestire” implica gesti e azioni fatti per guidare, dirigere, organizzare, amministrare, in questo caso, le liti di coppia.

Ebbene, è possibile?

La metafora dell’aikido

Immagine: hansboersma-aikido.com

Conosci l’aikido? Si tratta di un’arte marziale in cui lo scopo è dirigere e deviare  l’energia affinché porti pace e armonia.

L’energia dello scambio viene utilizzata non per sconfiggere l’avversario, non per mantenere lotta e attacco, ma per restituire equilibrio.

Durante una lite, la metafora dell’aikido fa moltissimo! La metafora non è mia: è stata pensata da Kevin Polk e colleghi e appena la ho incontrata la ho fatta mia, professionalmente e nella vita personale.

Per imparare a usarla nelle liti di coppia ci vuole un po’ di pratica e allenamento e, qualche volta, non si è proprio cintura nera! 😉

Gli argomenti che agganciano

L’aikido si fa difficile, durante una lite di coppia (e non solo!), per via degli argomenti che agganciano. Un argomento aggancia quando, per qualche motivo, attiva emotivamente. Se un argomento ti fa provare rabbia, paura, ansia, disprezzo, è possibile che queste emozioni ti trascinino a fare e dire cose e parole che in altri frangenti non faresti o diresti.

[Per conoscere una modalità comunicativa alternativa, ti può interessare anche questo articolo sul linguaggio giraffa].

Come puoi iniziare a fare aikido emotivo

Ti propongo di iniziare facendo attenzione, durante i momenti di discussione e lite di coppia, a 4 punti che qui metto sotto forma di domande:

  • Cosa sento nel corpo?
  • Questa sensazione a quale emozione corrisponde?
  • Cosa vuole farmi ottenere questa emozione?
  • Come posso ottenere quella cosa comportandomi “come la persona che vorrei essere”?

Se ti sembra complicato farlo sul momento, puoi allenarti ricordando momenti recenti di discussione e lite e provando a rispondere ora alle domande, ripensando a quei momenti.

Se ti sembra ancora complicato, puoi contattarmi!

Ti aiuterò a usare l’aikido e a imparare a accogliere in modo positivo anche i momenti in cui non ti riuscirà bene.

Non siamo perfetti e capita di non riuscire sempre al massimo!

Mentre cominci ad allenarti…

Ti offro questa bella storia, attribuita a Gandhi

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: “Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”.

“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.

“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?”, disse nuovamente il pensatore.

“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?”.

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano”.

Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare”.

Vuoi tenere il tuo cuore vicino a quello del/la partner  durante discussioni e liti?

Prova l’aikido emotivo!

Per saperne di più puoi scrivere a fontanella.francesca@gmail.com

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