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Giovedì 7 dicembre abbiamo fatto girare la Ruota, per concludere in bellezza l’avventura del Club dello Storytelling.

Vuoi scoprire come farla girare anche tu?

Leggi cosa abbiamo combinato in un’ora e mezza – abbondante 😉 –

Un sorriso forzato

Sorridi di più, come volessi forzare un sorriso esagerato!

Abbiamo iniziato con un sorriso esagerato, di quelli che tirano i muscoli. Sessanta secondi di sguardi curiosi e un poco esterrefatti, con gli estremi delle labbra rivolti all’insù e i denti bene in vista, come in un sorriso forzato che si rispetti.

Grazie a tutti! Ora iniziamo l’attività della serata 🙂

Tutti restano in sospeso, senza avere spiegazioni sull’esercizio appena fatto – sempre che si possa chiamare esercizio… -.

Mi conoscono, i partecipanti del gruppo di Storytelling e neanche si meravigliano. Con molta disponibilità, si accingono a svolgere l’attività della serata.

La Ruota

La serata è volta a un esperimento giocoso che, preso in presto dal coaching, ho tradotto in chiave psicologica non strutturalista.

Il compito consiste nell’ elencare alcuni aspetti della vita che si ritengono importanti e suddividere un cerchio in tanti spicchi quanti sono gli aspetti scelti.

Il passaggio successivo è volto a colorare gli spicchi, dal centro verso l’esterno, in base alla quantità di tempo che i diversi aspetti occupano nella propria vita.

La domanda guida potrebbe essere: Quanto tempo viene loro dedicato?

La Ruota non gira

Da manuale! Tutte le Ruote risultano poco circolari è molto bitorzolute, fuorché quella di un giovane uomo che colpisce per la forma, prossima al cerchio perfetto.

Cosa significano queste ruote bitorzolute?

Che ci sono alcuni aspetti importanti della propria vita che assorbono molto più tempo degli altri, qualche volta privando gli altri aspetti – gli altri spicchi – di attenzione.

Una distribuzione più equilibrata delle proprie risorse

In piccoli gruppi i partecipanti e le partecipanti si sono confrontati sulle loro Ruote, fornendosi suggerimenti, idee, supporto, condivisione e tanto ascolto.

L’ascolto privo di giudizio è stato uno dei particolari più apprezzati e più influenti sulla buona riuscita del confronto.

Dopo una riflessione di gruppo, si è proposta un’attività conclusiva più intima, per iscritto, volta a dare un senso alla propria Ruota e a coglierne il messaggio.

Alcuni hanno ritenuto di aver bisogno di distribuire in modo più equilibrato le risorse, altri lo stanno già facendo con risultati a tratti piuttosto soddisfacenti.

C’è chi vuole cambiare vita e riceve il suggerimento di lanciarsi; chi dopo anni riconosce di aver trovato la sua strada nell’accettazione; chi ha inventato una strategia per dare tempo a tutto ciò che ama. C’è chi nota di voler sognare meno e fare di più e chi osserva di desiderare di coltivare la fiducia nelle relazioni.

Per tutti la Ruota inizia a girare o, per lo meno, si fa chiaro come renderla più circolare e come continuare a farlo per chi ha già cominciato.

Come mi è solito, ascolto con ammirazione gli assaggi di storie personali che vengono condivise, imparo tanto e un poco mi commuovo…

Ok e il sorriso forzato a che serviva?

Non ti sfugge nulla, eh? 😉

Il sorriso forzato è frequentemente associato allo sforzo quotidiano di sorridere nonostante lo squilibrio presente tra i diversi aspetti importanti della propria vita.

Ci sta.

In questa serata, tuttavia, voglio offrire un’alternativa, attraverso lo stralcio (tratto da Conta su di me di Jorge Bucay) che puoi leggere nell’immagine sottostante:

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E finisce così, questa bella avventura durata 12 incontri  🙂

Grazie a te, che hai partecipato una volta sola o più: il tuo contributo è stato una narrazione preziosa. 

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