francesca-fontanella-psicologo-le-parole-per-esprimere-i desideri

In questo articolo prendo in prestito conoscenze acquisite durante la scuola superiore che ho avuto la fortuna di re-incontrare, in modo divertente e accattivante, durante la lettura di un libro di Andrea Marcolongo (La lingua Geniale. 9 ragioni per amare il greco. Ed. Laterza).

Vado ad attingere al bacino della grammatica greca e, nello specifico, ad un modo verbale (i modi verbali sono, ad esempio, l’indicativo, il congiuntivo, il condizionale…). Il modo verbale del greco antico che ci serve per questo articolo è l’Ottativo.

Promesso, non si parla di grammatica,

ma di desideri da realizzare e obiettivi da raggiungere!

Il Grado di Realizzabilità di un desiderio

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In greco antico si usavano i verbi per indicare quanto fosse realistico un progetto o realizzabile un obiettivo. Meglio, non quanto fosse realistico il progetto a priori, ma quanto lo fosse per la persona che ne parlava.

Il Grado di Realizzabilità era definito dal modo verbale che la persona sceglieva per descrivere un desiderio, un obiettivo, un progetto.

Questo significa che la persona, mentre parlava del desiderio, usava il modo verbale che indicasse quanto la persona stessa lo ritenesse realizzabile.

Ecco gli esempi! 😉

Vediamo i Gradi di Realizzabilità, così come li propone Mastrolongo, usando la frase:

“Vorrei andare per mare!”

Grado di Realtà: la barca è attraccata al molo e sono pronto a salpare. (Modo indicativo in greco antico). La persona che esprime questo desiderio, ne sta mostrando l’attuabilità e la sua volontà di realizzarlo.

Grado di Eventualità: la barca è attraccata al molo e sono pronto a salpare, se il vento fosse favorevole. Aspetto domani. (Modo congiuntivo in greco antico.). La persona che esprime questo desiderio è pronta anche se le condizioni non sono favorevoli. Sceglie di aspettare. Forse partirà, forse rimanderà ancora, per motivi diversi.

Grado di Possibilità: la barca è attraccata al molo, ma non so navigare. Devo imparare, avere coraggio, rischiare. Il vento non è buono, ma lo sarà a breve. La barca è bella sul molo, ma è fatta per navigare. (Modo ottativo in greco antico.). La persona che esprime questo desiderio sa di aver bisogno di preparazione e coraggio per salpare. Sa anche aspettare il momento propizio; non rimanda.

Grado di Irrealtà: non ho una barca, soffro il mal di mare e vivo in  montagna. Non ho alcuna volontà di cambiare le cose, non c’è nulla che io possa fare. (Modo indicativo in greco antico.). La persona che esprime questo desiderio potrebbe aver constatato un’impossibilità assoluta di realizzare l’obiettivo; potrebbe, anche, considerare impossibile il suo obiettivo perché non è disposta ad investirvi tempo e energie.

Esercizio

1) Pensa ad una cosa che desideri ottenere, un obiettivo che vorresti raggiungere, un progetto da realizzare;

2) Pronuncia a voce alta o scrivi una frase che inizi con “Vorrei”;

Ad esempio: vorrei cambiare città, vorrei ricominciare a studiare, vorrei un altro lavoro, vorrei migliorare le mie relazioni…

3) Concentrati sulle sensazioni, i pensieri e le emozioni che ti attraversano mentre pronunci o scrivi la frase: a quale grado di Realizzabilità appartengono, secondo te? Ti stanno comunicando che ritieni il tuo desiderio (obiettivo o progetto) qualcosa di reale, eventuale, possibile, irreale?

Ot-ta-ti-vo: rendi il tuo desiderio possibile
foglia barca

Se ci tieni, se vuoi che il tuo desiderio sia possibile, puoi “esprimerlo in ottativo”.

Esprimere il tuo desiderio in ottativo significa che puoi allenarti, imparare, avere coraggio, rischiare; significa che sai attendere il momento propizio, ma non rimandi perché sai che la barca è bella, sul molo, ma è fatta per navigare. 

Dott.ssa Francesca Fontanella

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