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Sì, va là, riscaldare le mani a me, d’inverno, in pieno gelo, con il potere della mente! Figurati!

Hai letto il titolo e provato incredulità? Non ci credi? Dammi il tempo di raccontarti una storia.

Si racconta che…

…durante la seconda guerra mondiale, prigionieri e soldati utilizzassero l’esercizio del Calore del Training Autogeno per riscaldarsi e affrontare meglio le privazioni. L’esercizio, la cui esecuzione iniziale richiede la guida di un professionista, implica l’utilizzo di particolari tecniche di respirazione e di concentrazione che aiutano a produrre calore corporeo.
Ne consegue che, svolgendo bene l’esercizio, il corpo si riscalda.

Sarà vero?

 Le tecniche immaginative e le tecniche di rilassamento funzionano, anche se richiedono disponibilità da parte di chi comincia a conoscerle. Può capitare che i primi tentativi non diano i risultati desiderati e lo scoraggiamento porti a desistere. È bene concedersi il tempo di imparare, allenarsi e rendere più agevole l’esecuzione degli esercizi!

Vetri appannati

Quando imparai l’esercizio del Calore del Training Autogeno, mi trovavo in una piccola stanza fredda, in inverno, a Milano. Eravamo un gruppo di circa 15 persone e tutti iniziammo ad eseguire l’esercizio seguendo le indicazioni della docente.

Ebbene, al termine dell’esercizio, mentre tutti provavamo una certa curiosità nel constatare di avere le mani calde, la docente attirò la nostra attenzione sui vetri delle finestre: i vetri erano appannati! Molto appannati! Sebbene ci trovassimo in quella stanza da ore e vi ci fossimo trovati in altre occasioni, attraverso quello specifico esercizio, si era prodotto calore in maniera rapida e la stanza si era riscaldata al punto da creare condensa sui vetri!

Calore e conforto

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Un’equipe dell’Università di Toronto, nel 2008, fece alcune ricerche per valutare cosa significhi il ‘calore’ per l’essere umano. Le ricerche riportano che l’essere umano associa, ad esempio, il freddo alla solitudine e al rifiuto, il calore all’accoglienza, all’accettazione da parte degli altri e al conforto.

Pare che, i partecipanti ad uno di questi studi, ricercassero bibite e cibi caldi subito dopo aver esperito esclusione e rifiuto, come a cercare conforto e recuperare sensazioni positive. I ricercatori ipotizzarono che il cervello elabori la sensazione di calore e le connesse sensazioni positive, senza distinguere se la fonte di calore sia una tazza di tè caldo, una minestra o il contatto umano.

Scaldati con gli esercizi “giusti”!

L’esercizio del Calore del Training Autogeno può esserti utile per scaldare il corpo quando fa freddo: in particolare, se hai mani e piedi freddi, puoi aumentare la temperatura di queste parti del corpo, ottenendo sollievo dal gelo.

Lo stesso esercizio può aiutarti a percepire conforto in situazioni di difficoltà e solitudine.

Oltre il Training Autogeno

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Da quando Schultz, l’ideatore del Training Autogeno, ha pubblicato i suo libro, sono passati più di 80 anni. Al suo lavoro, si sono aggiunte le osservazioni e gli esperimenti di molti altri studiosi che si occupano di tecniche di rilassamento e di tecniche immaginative.

Integrando le diverse conoscenze e personalizzando gli esercizi sulla richiesta del singolo e sulle sue esperienze di vita, è possibile costruire esercizi ad hoc efficaci e mirati.

Puoi trovarne alcuni nell’ebook Kairòs oppure puoi contattarmi all’indirizzo fontanella.francesca@gmail.com per cominciare a costruire gli esercizi utili per te.

Dott.ssa Francesca Fontanella

Riferimenti bibliografici essenziali

Zhong, C.B. et al. (2008). Cold and lonely. Does Social Exclusion Literally Feel Cold? Psychological Science, 19/9, 838-42.

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