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Da qualche mese, ho integrato nel mio lavoro la SongTherapy. Si tratta di una disciplina che pone le radici nella musicoterapia e nell’utilizzo della musica per produrre benessere e cambiamenti e aggiunge qualcosa in più.

Tante possibilità

La SongTherapy lavora con il suono e con le parole, con la musica e il testo. Puoi scegliere i brani che senti più rappresentativi della tua situazione attuale e di quella desiderata, oppure puoi proporre il brano che ti dà energia, motivazione, che rappresenta la tristezza che provi, la rabbia, la gioia… Puoi scegliere un inno personale, un inno per la tua storia d’amore; puoi cambiare le parole alle canzoni o dedicare un brano ad altri.

E tanto altro ancora. Di fatto, non c’è limite di utilizzo e si può dare spazio alla creatività.

Qualche settimana fa, è uscito un mio articolo sul blog de Lo Psicologo del Rock, che descrive alcuni utilizzi di questo strumento nella pratica clinica. Puoi leggerlo cliccando qui.

PS. Prossimamente, sullo stesso blog, ci sarà un nuovo mio articolo che racconta di SongTherapy e abbuffate.

Auto-aiuto o strumento professionale?

La SongTherapy è entrambe le cose. Puoi usare la musica per aiutarti a vivere meglio oppure puoi appoggiarti ad un professionista che la pratichi e inserirla in un percorso terapeutico.

Music is my therapy.

Ad esempio, quale canzone sceglieresti per questo specifico momento? Proprio questo, in cui stai leggendo. Che genere è? Quali movimenti ti fa fare? Quali emozioni e pensieri ti evoca?

Musica da guardare

Qualche giorno fa, una cliente mi ha chiesto se la SongTherapy possa essere usata anche da persone non udenti: certo che sì!

Esistono brani tradotti in lingua dei segni e una persona non udente che desideri avviare un percorso  terapeutico che coinvolga la musica può utilizzare questi brani. Il ritmo e le parole sono percepite attraverso la gestualità e offrono lo stesso tipo di spunti di riflessione di un brano ascoltato.

Eccone un coinvolgente esempio.

Musica che vibra

In alcuni casi, può essere più accessibile o preferita, una modalità di ‘ascolto’ dei brani attraverso le vibrazioni prodotte dalla musica. Esistono specifiche applicazioni (ad esempio Vibetunes) che traducono i brani in vibrazioni, consentendone una rappresentazione alternativa.

Cosa significa per te?

Il terapeuta è attivamente coinvolto nell’ ascolto del brano, sia esso udito oppure rappresentato in modo nuovo. Il cliente porta la narrazione di ciò che, quel brano, significa per lui. Non è importante come lo si ascolti: è importante che rappresenti qualcosa che il cliente desidera raccontare.

Ci interessano i significati, i pensieri, le emozioni, le sensazioni fisiche, le storie che la persona associa al brano per dare il via a nuove riflessioni e, se il cliente lo vorrà, a cambiamenti positivi.

Questo è il principio base della SongTherapy e della SongTherapy silente.

Dott.ssa Francesca Fontanella

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