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Come anticipato, vi racconto gli errori tipici della Giraffa…

Errore 1: Contesto non contestualizzato.

Invece di riferirsi ad un evento specifico, la Giraffa sbaglia e fa riferimento a contesti troppo vasti o indefiniti: nella vita, nel lavoro, con me, con lei/lui…

Esempio:

Con me sei indifferente, mi sento non amata/o e vorrei che fossi più presente.

Sembrerebbe tutto rispettato: contesto, emozione, proposito.

Eppure non va e l’altro risponde qualcosa del tipo: “Ma cosa stai dicendo? E ieri allora? quando ti ho accompagnato…”

Ne consegue la cosiddetta ‘escalation’, ossia un aumento delle difficoltà comunicative in cui i due membri della coppia si rispondono ‘al rinfaccio’, dimenticando l’argomento iniziale della conversazione.

La domanda che potete porvi è: sempre-sempre il suo comportamento è indiffferente con me? Oppure c’è un momento specifico in cui ho sentito questa cosa?

È importante circoscrivere il contesto!

  • Prima, quando ti ho chiesto…
  • Ieri, alla cena…
  • Quando mi dici questa frase…
Errore 2: Etichettare l’altro

Usiamo l’esempio di poco fa:

Con me sei indifferente, mi sento non amata/o e vorrei che fossi più presente.

Quell’aggettivo, ‘indifferente’, è un’etichetta, ossia un modo per definire l’altro e non il suo comportamento. L’attribuzione di un’etichetta tende a portare a difendersi e a disconfermarla: chi la riceve non la sente sua e può percepirla come un’accusa.

La Giraffa non riesce, così, a farsi capire.

Errore 3: Emozione che non è un’emozione

Con me sei indifferente, mi sento non amata/o e vorrei che fossi più presente.

‘Non amata’ non è un’emozione! In questo caso è come se si stesse dicendo all’altra/o che non ci ama! Ancora una volta, l’altra/o vorrà difendere i suoi sentimenti che, tra l’altro, le/gli sembreranno non capiti.

Di nuovo, la Giraffa non usa bene il suo linguaggio.

Errore 4: Proposito mal formato

Con me sei indifferente, mi sento non amata/o e vorrei che fossi più presente.

Quel ‘vorrei che fossi più presente’, più che essere un proposito, è un’altra, velata accusa: tu non sei presente.

Inoltre: cosa intendiamo per ‘presenza’? E cosa potrebbe intendere l’altro? Il rischio è di non aver comunicato in modo efficace perché la stessa parola possiede significati operativi diversi per i due membri della coppia.

Il proposito va ben formato, ossia, bisogna chiedersi che cosa si desidera, che cosa si vuole proporre. Ad esempio, un’azione concreta.

  • [Contesto] [Emozione] vorrei che mi preparassi la cena quando arrivo tardi.
  • [Contesto] [Emozione] vorrei che mi venissi a vedere al concerto.
  • [Contesto] [Emozione] vorrei che guardassi con me un film.

Ricapitolando, una frase in buon Giraffa suona più o meno così:

Quando mi hai risposto che non saresti venuta/o a vedermi al concerto, mi sono sentita/o triste perché ho pensato all’indifferenza. Mi piacerebbe molto che al prossimo concerto venissi anche tu.

Meglio del:

Con me sei indifferente, mi sento non amata/o e vorrei che fossi più presente.

Vero? 🙂

Dott.ssa Francesca Fontanella

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