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Il rientro dalle vacanze ha portato richieste di consulenza per questioni di ansia. Che abbiate già letto qualche articolo di questo blog o no, immagino abbiate avuto esperienza del fatto che “le ansie non sono tutte uguali“.

Esse variano per intensità e frequenza, per gli ambienti in cui si verificano e per tutta una serie di fattori variabili legati al contesto e alla fase di vita. Ne consegue che non esiste una regola, uno strumento, una pillola che va bene per tutti. Ogni storia porta con sé  caratteristiche uniche  di quel tipo d’ansia e, di seguito, soluzioni e strategie uniche per quel tipo d’ansia.

Qualche elemento in comune c’è!smiley-163510_960_720

Per regolare l’ansia (non va eliminata!), qualche trucchetto inziale, valido per molti, esiste. Ad esempio, uno strumento utile è la respirazione consapevole.

In questo articolo, di poche righe, vorrei portare la vostra attenzione su un altro comportamento corporeo spesso associato all’ansia: il movimento rapido degli occhi.

Fateci caso: quando provate ansia o qualcuno che conoscete la prova, gli occhi scansionano l’ambiente più rapidamente (spesso senza attenzione consapevole), muovendosi da un lato all’altro, dall’alto in basso e, qualche volta, costringendo a muovere la testa in modo parimenti rapido.

Questi movimenti rapidi, probabilmente evolutisi come strumento per vagliare l’ambiente e valutare i possibili pericoli, nella quotidianità hanno l’effetto, ahimè, di aumentare l’ansia!

Provate!

Attenzione! Svolgere l’esercizio da seduti!attention-1294600_960_720

NON svolgere la Versione Strong dell’esercizio in caso di pressione molto bassa, dolori cervicali, vertigini, gravidanza, alterazioni dello stato di salute.

Versione Light: Svolgete l’esercizio in posizione seduta. Muovete gli occhi rapidamente da un lato all’altro della stanza in cui vi trovate e dall’alto in basso. Fatelo il più rapidamente possibile, per 10-15 secondi.

Versione Strong: Svolgete l’esercizio in posizione seduta. Con gli occhi aperti, scuotete la testa rapidamente da un lato all’altro (come se diceste no). Fatelo per 10-15 secondi.

Dopo aver provato, potreste provare una sensazione sgradevole, di nausea, di stordimento; potrebbe girare la testa o essersi presentata una sensazione spiacevole al petto.

Per far rientrare questa sensazione potete chiudere gli occhi, abbassare il capo e respirare lentamente per qualche secondo.

La sensazione provata dopo i movimenti oculari e/o lo scuotimento del capo ha attivato il sistema vestibolare – che presiede l’equilibrio – e indotto l’organismo ad attivarsi per prevedere le conseguenze del cambiamento percettivo. Questa attivazione è una forma d’ansia, adattiva e utile per invitare l’organismo a riportarsi allo stato di equilibrio.

Tuttavia, cosa accade se il movimento rapido dello sguardo

si verifica per ore e, magari, giorni?

Può accadere che la persona si percepisca, costantemente, in ansia. L’ansia potrebbe indurre a ulteriori movimenti rapidi, acutizzando gli effetti d’ansia e creando un circolo vizioso.

Avete già intuito dove sta una soluzione?

Potreste provare a fare attenzione alla velocità dei vostri movimenti oculari e allenarvi a rallentarli. Svolgete questo esercizio ogni giorno, per una settimana; osservate se notate dei benefici, a livello fisico, nei momenti in cui muovete lo sguardo lentamente.

Ricordate: l’ansia ha lo sguardo rapido; voi, anche no! 🙂

 

Dott.ssa Francesca Fontanella

Se vi fa piacere, potete condividere con me le vostre considerazioni rispetto a questo esercizio contattandomi all’indirizzo e-mail fontanella.francesca@gmail.com

Questo esercizio sarà descritto nell’E-book in uscita a fine autunno.

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