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Il Mullah Nasrudin, un giorno, si trovò a colazione con un uomo che gli disse: “Dimmi, come mai una fetta di pane imburrata, se cade, cade sempre sul lato imburrato?

Nasrudin, dopo aver ascoltato la domanda, prese una fetta di pane e ne imburrò un lato, poi la lanciò in aria ed essa cadde sul lato non imburrato.

Rispose:”La tua teoria non funziona. Il pane è caduto dal lato non imburrato.”

“Oh no, ti sbagli”, ribatté l’altro, “Hai imburrato il lato sbagliato!”

Questa storiella mostra la resistenza delle proprie credenze. Se una fetta cade sempre sul lato imburrato, nel caso in cui questo non accadesse, si tratta di un errore. Di un’eccezione. Che, si dice, confermi la regola.

Eppure, se un’eccezione c’è, essa merita attenzione. Può dare informazioni importanti sulle ragioni per cui l’eccezione si verifica.

La Pratica Narrativa e l’ Approccio Centrato sulla Soluzione considerano le eccezioni un elemento importante per creare storie e soluzioni alternative quando si vivono situazioni di difficoltà e di disagio.

Perché?

Facciamo un esempio.

Immaginiamo che una persona riferisca di provare ansia e preoccupazione quando si trova in mezzo ad altre persone. Questa esperienza si è verificata così tante volte da esser divenuta una regola, una credenza che la persona ha di se stessa.

Una domanda che ella può porsi e la seguente: questo fatto accade proprio in tutte le occasioni? (Oppure è capitato che, una volta, abbia provato un po’ meno ansia e un po’ meno preoccupazione? Se sì, quando?)

Di norma le persone identificano occasioni in cui le cose sono andate meglio, ma le considerano eccezioni che non meritano attenzione. pacchettino

Se, invece, esse accettano di fermarsi ad osservare l’eccezione, possono avere piacevoli sorprese.

Tornando alla persona del nostro esempio, ella potrebbe riconoscere che, in un’occasione, le cose sono andate meglio per la presenza di un amico, grazie al luogo in cui si era trovata  in quel momento o  al tipo di attività svolta…

Il passaggio successivo

La persona può farsi ancora alcune domande:

Cosa succederebbe se le condizioni dell’eccezione di verificassero nuovamente? L’ansia e la preoccupazione diminuirebbero?

È possibile replicare queste condizioni? (Se sì, come farlo? Se no, cos’altro potrebbe permettere di ottenere un effetto simile?)

Lo ammetto, da soli può non essere facile porsi le domande, darsi le risposte e coglierne gli elementi utili… ma, d’altro canto, lo psicologo che ci sta a fare? 😉

Dott.ssa Francesca Fontanella

 

 

 

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