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Perché mi sento così? Perché lui/lei si comporta così? Perché mi succede di nuovo di reagire in questo modo? Perché?

Quando ci si chiede il “perché” di un comportamento proprio o altrui … a quale “perché” ci si riferisce?

La domanda appare un po’ strana, non è vero?

Prometto che alla fine di questo articolo non sarà più così strana, ma permettetemi di prenderla alla larga! 😉

Pronti? Ebbene…

…L’etologo olandese Nikolaas Tinbergen (1907-1988) studiò gli animali per capire le ragioni di comportamenti apparentemente assurdi.

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Immagine N. Tinbergen/ www.nobelprize.org

Ad esempio, osservò che i gabbiani abbandonano il nido durante la cova per sparpagliare marine-1258983_960_720lontano i gusci di uova rotte. Notò che questo comportamento, sebbene allontani i gabbiani adulti per qualche tempo dal nido esponendo le uova al pericolo dei predatori, in realtà è protettivo. Le uova intere, infatti, si mimetizzano bene nella sabbia mentre quelle rotte, il cui interno è bianco, sono più visibili. Lasciare le uova rotte nel nido, tra quelle integre, aumenta la probabilità di attirare predatori e mette a rischio la covata.

C’è sempre, quindi, un “perchè” al comportamento.

Tinbergen, nei suoi studi, osservò che le cause del comportamento (i “perché”) possono essere di 4 tipi diversi:

  1. Le cause prossime: da cos’è determinato il comportamento nell’immediato?
  2. Le cause nello sviluppo dell’individuo: il comportamento è da ricondurre allo sviluppo dell’individuo?
  3. Le cause ultime: il comportamento ha una sua funzione biologica?
  4. Le cause nello sviluppo della specie: il comportamento è da ricondurre al modo in cui si è evoluta la specie?

Se siete arrivati fino a qui …

…meritate di conoscere il nesso tra le domande di Tinbergen e la costruzione di soluzioni!

Capita di notare in se stessi comportamenti che si desidera modificare e, la prima domanda che ci si pone è spesso:”Perché faccio così?

La risposta che, usualmente, la persona cerca è una risposta al “perché n.2”: la causa è nello sviluppo? In qualcosa che è successo quando ero bambino/a?

Sebbene possa essere interessante riconoscere una causa antica, è anche vero che, nell’immediato, potrebbe essere più utile cercare una risposta al “perché” n.1, lasciando  la ricerca del “perché” n.2 ad una fase successiva, qualora vi sia curiosità e interesse.

Come trovare il “perché” n.1?

Rispondendo a domande simili a queste:freccia

  • Cosa mi permette di ottenere questo comportamento?
  • Quale effetto positivo/comodo/importante per me ne traggo?
  • Qual è l’intenzione positiva nascosta dietro questo comportamento?

Provateci, nei prossimi giorni e, se vi va, fatemi sapere se queste domande vi sono state utili!

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Dott.ssa Francesca Fontanella

 

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