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Oggi scopriamo l’eroe che c’è in te. 

La scoperta inizia con l’esclamazione di un’amica: “Ho usato tutte le mie forze!” dice,  scoraggiata da un evento di vita.

Proprio tutte?” le chiedo provocandola un po’.

E le racconto una storia…

Usa tutte le tue forze

Un ragazzo e suo padre stanno camminando lungo un sentiero nel bosco. A un tratto si trovano di fronte a un grosso tronco d’albero che sbarra loro la strada e il ragazzo chiede al padre: “Pensi che io sia in grado di spostarlo?”

Il padre rispose: “Sono sicuro che tu ci riesca, se usi tutte le tue forze!”

Il ragazzo, allora, fa del suo meglio per sollevare o spostare il grosso tronco, ma non è abbastanza forte e non riesce neppure a smuoverlo.

Con disappunto, dice al padre: “Ti sei sbagliato, papà! Non riesco a spostarlo!”

Il padre risponde: “Prova ancora!”

Di nuovo, il ragazzo si sforza per sollevare e spingere il tronco, senza risultato.

“Papà, non ci riesco!”

Il padre, a quel punto, dice al figlio: “Figliolo, ti avevo detto di usare tutte le tue forze e non lo hai fatto. Hai dimenticato di chiedermi aiuto!”

(Trad. da Berry Powell, 99 Inspiring Stories)

Far da sé è far per tre?

Sì e no. Sebbene in alcune situazioni agire in autonomia possa concedere di fare più che in compagnia, quando una situazione è difficile l’aiuto altrui ha un ruolo importante.

L’altro può notare quello che tu, immerso/a nel problema, non noti più oppure può unire le sue forze alle tue, per la costruzione di soluzioni.

Questioni pratiche, soluzioni pratiche 

Per questioni pratiche, la soluzione è pratica. Quindi risulta piuttosto agevole pensare a un massaggio per alleviare il mal di schiena, a un consulto medico per un dolore o un dubbio sanitario, al parere di un avvocato per questioni legali…

L’insegnante può ricevere richieste di aiuto didattico o nelle relazioni con i compagni, una persona cara può dare supporto attivo nel quotidiano.

Ci sono, però, dei problemi “nascosti”

I problemi “nascosti”

I problemi nascosti sono, ad esempio, le difficoltà emotive che puoi incontrare nella quotidianità o in momenti difficili della tua vita. Per questi problemi si cerca un supporto familiare o di amici, spesso traendone beneficio. Tuttavia, arriva un punto in cui amici e familiari vivono con frustrazione e stanchezza la richiesta di aiuto perché notano di non riuscire a offrirne in modo efficace.

Cosa succede, allora? Si inizia a far da sé, aggiungendo fatica alle fatiche della situazione problematica e riducendo le proprie energie, allontanando la soluzione e aumentando la sofferenza. Nessun benessere. Si sta male. 

Fai l’eroe!

Per fare l’eroe, puoi mollare la convinzione che sia meglio far da te e usare tutte le tue forze, chiedendo un aiuto professionale.

Chiedendo aiuto professionale fai un atto eroico perché:

  • diventi protagonista di una vicenda narrativa
  • entri in contatto con le tue virtù 
  • mostri il coraggio di entrare in contatto con te stesso/a

Oltre a tutti questi aspetti positivi, ne avrai uno in più: avrai usato tutte le tue forze (e possibilità) e, dallo psicologo, otterrai sostegno e cooperazione per uscire dal problema.

Vuoi fare anche tu l’eroe? 

Inizia con un esercizio di scrittura: scrivi una storia che parli di te.

Come? Facile! Apri un libro oppure una pagina internet o un giornale. Fatto? Bene, scegli a caso cinque/sei parole del testo e scrivi una storia che contenga tutte quelle parole. Fai con calma e goditi l’avventura. Non censurarti e limitarti e lascia spazio alla fantasia. Il racconto potrà essere fantastico, di avventura, erotico, realistico, horror, giallo, romantico, comico…

Quando sarà pronto chiediti:

  • Quali caratteristiche del/dei personaggi mi ricordano me stesso/a?
  • Quali sue/loro caratteristiche non ho e mi piacerebbe avere?

Ora comincia a riconoscere e costruire l’eroe che c’è  in te…

 

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