francesca-fontanella-psicologo-storia-di-un-emozione-invadente.jpeg

A me succede. Arriva un’emozione invadente e insiste per restare. Il punto è che se ti fai prendere dall’emozione a un certo punto ti trovi a fare cose che non faresti e che vorresti evitare; se cerchi di fare finta che non ci sia, aumenta di intensità.

Se ti fai prendere dall’emozione

Bada bene, godersi un’emozione è meraviglioso e, spesso molto utile. Pensa alla bellezza di comunicare con gioia, oppure alla capacità di proteggerti da un pericolo grazie alla paura, alla capacità di farti rispettare veicolata dalla rabbia…

La questione cambia quando, anziché provare un’emozione, l’emozione ti prende e ti guida. Come dire che non sei tu a provare gioia, paura, rabbia, ma sono la gioia, la paura, la rabbia a vivere di vita propria tramite te.

Probabilmente hai qualche esempio, vissuto in prima persona o osservato, di qualcuno che perde le staffe, vive un fortissimo momento di panico, gioisce scivolando nell’euforia e nei suoi eccessi.

In questi casi l’emozione invade lo spazio di pensiero e d’azione personale, imponendosi.

Se cerchi di far finta che non ci sia

Per parlare di questo punto, mi torna utile usare una similitudine. Immagina che qualcuno ti stia chiamando e che tu non lo senti chiamare oppure che stia cercando di avere la tua  attenzione e tu non lo noti. Cosa pensi accadrebbe? Probabilmente ti chiamerebbe con più forza o attirerebbe la tua attenzione con più efficacia.

Così fa l’emozione. Se non le dai retta, di fa più forte. Perché? Perché è portatrice di un messaggio che ritiene importante per te e, se non lo riesce a far arrivare a destinazione, insiste.

Se ci fai caso, alcune emozioni tendono a farsi sentire di più quando  sei in solitudine o tranquillità. Perché? Perché sono emozioni che hanno – passami la metafora – voce fioca e scelgono di parlarti quando puoi dedicare loro tempo. Quando non sei preso/a da mille cose, quando non c’è qualche altra persona che sta reclamando la tua attenzione e cura.

In questi casi l’emozione invade lo spazio di pensiero e d’azione con lo scopo di comunicare con te. Se non le dai retta, esagera.

L’alternativa è un E-MOVIE 😉

Aspetta, non è una sciocchezza. Cioè, l’acronimo fa pena, sono d’accordo, però il suo significato, ti assicuro, è importante e fa riferimento al modello psicologico dell’ Acceptance and Commitment Training di Hayes.

  • Emozione: notala e riconoscine l’arrivo e le volontà comunicative;
  • Molla la presa: non stringere forte l’emozione altrimenti ti fai male;
  • Osserva: osserva cosa senti nel corpo, cosa pensi, come è fatta questa emozione;
  • Valore: cosa vuole comunicare di ciò che è prezioso e importante per te?
  • Intenzione: cosa vorrebbe tu facessi? Come puoi farlo senza ledere te stesso/a e gli altri?
  • Espressione: alla luce di quanto sopra, puoi esprimere al meglio a parole o a fatti ciò che è importante per te.

Puoi notare che con il primo punto hai già fugato il problema dell’invadenza emotiva causata dal non darle retta.

Gli altri punti ti permettono di ridurre l’altro tipo di invadenza emotiva. Cioè quella dovuta al lasciarsi prendere dall’emozione.

Questi altri punti sono più tosti e, probabilmente, non ti riuscirà sempre di seguirli. Qualche volta rasenterai l’eccellenza, qualche volta non ti darai nemmeno la sufficienza 🙂 Va bene. Funziona così. Più ti allenerai e più  saranno le eccellenze.

Buon E- Movie! (e… se ti viene in mente un acronimo migliore, fammi sapere!)

 

 

Lascia un commento